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Teatro a Villa Pagliara

Storia: le vicende dell'associazione



“Una bella giornata di Marzo” è il titolo dello spettacolo itinerante che l’Associazione culturale Kairos ha portato a Procida in collaborazione con l’Associazione Vivara il 22 agosto 2012. Il lavoro teatrale, ideato da Gennaro Piccirillo e Massimo Astuni si caratterizza per la geniale semplicità dell’allestimento e per l’ambientazione itinerante, come efficacemente illustrata dal sottotitolo: Passeggiata poetica tra cielo e mare.
Gli attori Gennaro Piccirillo, Caterina Scalaprice e Alfonso Capuano si sono esibiti lungo un percorso che li ha portati dal giardino di Villa Scotto Pagliara, dove ha sede l’Associazione Vivara, fino alla spiaggia di Chiaia.
Le note del sax di Valerio Virzo hanno accompagnato, non solo metaforicamente ma “fisicamente” lo spettacolo, guidando il pubblico lungo il percorso tra un episodio e l’altro. E l’incontro e l’interazione tra gli individui e tra questi e l’ambiente che li circonda è l’elemento distintivo di un lavoro teatrale surreale e gradevole che il pubblico ha seguito con curiosità e interesse, a testimonianza del fatto che il teatro vero è quello che riesce a stimolare l’intelletto e ad aprire le menti. Un particolare di non poco conto al giorno d’oggi.

Daniele Coppin






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NOTE DI REGIA



Scrivere su un foglio di carta (oramai virtuale) le motivazioni che spingono un regista a scegliere un testo anziché un altro, è impresa ardua…
In primis perché sul foglio le parole non vengono accompagnate da gesti, suoni, modulazioni della voce, espressioni mimiche che indubbiamente aiuterebbero a spiegarsi meglio, e poi perché è sempre riduttivo, per chi vive di teatro, tentare di condensare nella parola scritta il senso, i significati, i segni, che si dipanano all’interno di una messinscena.
Spettacolo è perché realizzato per essere visto e fruito.
Lo spettatore, nel nostro caso, non se ne starà comodamente seduto in platea a “vedere” gli attori che raccontano la storia; la seguiranno nel senso stretto della parola, perché fluiranno lungo un percorso preciso, al seguito di un sassofonista che fungerà da pifferaio magico, per spostarsi da una stazione all’altra.
E siamo arrivati al nocciolo della questione.
Si parlerà di un viaggio, vissuto dal protagonista attraverso cinque episodi che nasceranno in cinque luoghi diversi: i primi due si racconteranno proprio all’interno del palazzo Scotto-Pagliara. Si uscirà dallo stesso e si imboccherà Via dei Bagni, per poi prendere le rampe che portano alla spiaggia. E su queste, vivrà il terzo episodio.
Giunti sulla spiaggia, gli ultimi due prenderanno corpo su questo luogo magico, per lasciarsi, alla fine, nei pressi del cunicolo che riporta al giardino del Palazzo: gli attori andranno via, verso un “oltre”, a bordo di una barca a remi, il pubblico ritornerà alla vita quotidiana attraverso quella stretta scalinata…
E’ un sogno, forse… E’ una storia, certo, che vive il protagonista, affrontando, di volta in volta, ostacoli, persone, accidenti casuali o provocati proprio da lui.
La storia non segue un vero e proprio tempo lineare, cronologico direi. Ciò che gli accade, il protagonista potrebbe averlo vissuto in tempi diversi, potrebbe averlo sognato… Chissà.
Il pubblico smette di essere tale per diventare teatro esso stesso, anzi storia esso stesso, grazie all’abbattimento non solo della quarta parete, ma anche delle altre.
In alcuni casi potrebbe essere a stretto contatto con gli attori.
E la magia più grande, questo è il punto nodale dello spettacolo, sarà data proprio dai luoghi procidani prescelti all’uopo: la gente li vedrà, per pochi minuti, con una prospettiva nuova, la stessa della storia immaginaria. Che forse potrebbe essere più pregnante, più acuta della nostra, a volte banale, “storia” quotidiana.



Giorgio Fixe




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