Vivara


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Spunti per una corretta gestione

L'isola di Vivara > Le nostre iniziative per Vivara > Documenti e Articoli


Alcuni spunti relativi alle modalità di gestione e di organizzazione
che auspichiamo per il futuro dell'isolotto e che la nostra associazione
ha già proposto in varie sedi e in più momenti.

La nostra associazione, Vivara Onlus, si occupa da anni di tematiche naturalistiche, e in particolare dei problemi relativi alle piccole isole, un settore d'importanza cruciale per la conservazione e lo studio di particolari ambienti e la salvaguardia di un prezioso patrimonio. I nostri interessi convergono soprattutto sulle opportunità che gli ambienti insulari, con la compresenza d'interessanti e spesso tipici biotopi terrestri e marini, offrono per un'efficace didattica naturalistico-ambientale, indispensabile per lo sviluppo d'una coscienza ecologica e per favorire nei giovani l'amore per le bellezze naturali.

Da molti anni c'interessiamo perciò alle sorti dell'isolotto di Vivara, eponimo della nostra associazione. Oggi questo gioiello del Mediterraneo versa in condizioni di pressoché totale abbandono: il cancello d'ingresso è chiuso da molti anni, e gli edifici che sorgono sulla sommità dell’isolotto sono ridotti ormai a dirute rovine. Da cinque anni non vengono più rilasciati permessi di visita; per giunta anche il vecchio ponte dell'acquedotto che collega Vivara a Procida e che consentiva un facile accesso all’isolotto, non è transitabile.

Si rende, dunque, necessario e urgente, proporre un organico progetto per Vivara, che ne consenta una gestione dinamica, seria e aperta, che ne valorizzi la funzione sul territorio, permettendo all’isolotto di diventare uno dei grandi attrattori culturali nell'area flegrea.


In estrema sintesi riteniamo obiettivi indispensabili:


  • valorizzare l'isolotto di Vivara, che, per caratteristiche ambientali, rarità, sensibilità e vulnerabilità rappresenta un sistema di alto valore naturalistico;
  • promuovere e coordinare studi e ricerche in campo naturalistico sull’isola di Vivara;
  • favorire gli scambi culturali e l'afflusso ecosostenibile di giovani studiosi di tutta Europa;
  • promuovere una corretta didattica ambientale;
  • sviluppare un turismo ambientale e culturale compatibile con le esigenze di tutela del  territorio e di ricerca scientifica.



Inoltre individuiamo come strumenti:


  • coordinare l’accesso pubblico attraverso la strutturazione di visite guidate didattico-scientifiche lungo itinerari prefissati sia per scolaresche di vario ordine e grado sia per gruppi organizzati e non. Per una valida comprensione e fruizione ecosostenibile del territorio, riteniamo utile l'organizzazione di visite destinate anche all'aggiornamento dei docenti. Il percorso potrà prevedere l’illustrazione storico-archeologica, geologica, botanica e zoologica dell’isola, oltre a un dialogo coi ragazzi e i visitatori che possa valere a suscitare un germe di nuova sensibilità per il bello in natura;


  • istituire un Osservatorio Faunistico Provinciale; si tratta di un organismo tecnico-scientifico e di educazione ambientale, la cui attivazione è stata auspicata più volte dall’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica). L’Istituto s’occupa dello studio, censimento, monitoraggio della fauna selvatica e degli habitat naturali, nonché della divulgazione scientifica dei risultati. L’Osservatorio si articola in una Stazione Ornitologica che lavorerebbe in stretta collaborazione con il mondo universitario e le associazioni naturalistiche; trovandosi sulle rotte migratorie dell’avifauna, l’isola s’è prestata in modo mirabile all’istallazione, negli anni passati, d’un Osservatorio Ornitologico di fama internazionale e di notevole interesse scientifico, che ha funzionato come unica stazione di inanellamento in coordinamento con centri similari in Europa, operante a tempo pieno in Italia e sul Mediterraneo per circa sedici anni (1974-90). L’Osservatorio, istituito dal professor G. Punzo (Unione Trifoglio), e seguito poi dal professor M. Milone del Dipartimento di zoologia dell’Università di Napoli “Federico II”, ha provveduto a inanellare molte centinaia di uccelli migratori e ha pubblicato un suo bollettino. Il ritrovamento costante per più anni di alcuni di essi ha mostrato la loro presenza stabile o la preferenza di Vivara come tappa nelle loro migrazioni;


  • realizzare un Centro Visite e di Educazione Ambientale della Riserva con annesso Museo Naturalistico-Archeologico, per favorire anche forme di turismo ecocompatibile;


  • organizzare corsi di formazione per guide ecologico-turistiche, nonché stage rivolti alla formazione degli educatori ambientali;


  • organizzare eventi culturali (convegni, seminari, conferenze, concerti, mostre, etc.) che possano servire come approfondimento e divulgazione scientifica dei temi legati all’isolotto;


  • pubblicare un bollettino di studi, con frequenza annuale;


  • identificare un gruppo di persone impegnato a presenziare l'isola perché non diventi terra di nessuno, e a regolare l'avvicendarsi dei visitatori e degli studiosi che la frequenteranno.



Il percorso e le modalità di visita


Le visite sull’isolotto dovrebbero svolgersi lungo il sentiero principale che percorre la dorsale dell'isola, da Punta Capitello, a nord (cancello d'ingresso), a Punta Mezzogiorno alta, a sud (Tavola del Re), e parte del sentiero orientale, nel tratto che va dalla scala d’ingresso dell’isola fino agli edifici superiori; mentre l’ultimo tratto compreso tra gli edifici superiori e P. Mezzogiorno, al livello del mare (Fortino napoleonico), caratterizzato dalla presenza di residui lembi di querceto, dovrebbe costituire parte della zona di riserva integrale. La riserva integrale, inoltre, dovrebbe comprendere anche i versanti dell’isolotto rivolti verso Ischia, caratterizzati dalla presenza di una fitta boscaglia e da un uliveto in degradazione. Entrambe le aree dovrebbero essere accessibili eventualmente solo a persone qualificate per favorire la conservazione integrale dell’ecosistema.

La passeggiata sarebbe mantenuta a regime di "parco", accessibile cioè a disciplinate visite, sotto la vigilanza di custodi e regolamentato in modo da evitare l'eccessivo affollamento di persone sul territorio. Gli itinerari andrebbero recintati in legno nei punti più pericolosi per il pubblico e lì dove lo sconfinamento può essere deleterio per la flora e la fauna o per le vestigia archeologiche.

Per favorire la salvaguardia degli ambienti naturali sarebbe necessario, durante il periodo di passo primaverile e autunnale degli uccelli, limitare ulteriormente le presenze, per agevolare la sosta della fauna ornitica.

Per destinare all’uso didattico il territorio aperto alle visite dei gruppi o dei singoli, occorrerà predisporre attrezzature che facilitino le osservazioni e agevolino l’accesso dell’utenza dall’esterno.
L’itinerario dovrebbe essere attrezzato quindi con
tabelle esplicative che, oltre all’indicazione delle specie, illustrerebbero particolari aspetti della flora e della vegetazione e fenomeni ecologici interessanti. Lungo il percorso potrebbero essere sistemati alcuni capanni per l’osservazione degli uccelli. Tabelle esplicative di riferimento storico andrebbero collocate anche presso tutte le costruzioni in muratura compreso il “fortino napoleonico” che si trova giù a punta Mezzogiorno.

L’isola di Vivara è un sito ideale non solo come laboratorio di ricerche naturalistiche, ma anche come centro di educazione ambientale aperto agli amanti della natura e alle scolaresche, nel rispetto della legge e delle caratteristiche del territorio.




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