Vivara


Vai ai contenuti

Menu principale:


Margherita Crasto 

Rubriche > Isole e Poesia

NASCERE E VIVERE SU UN'ISOLA….perché?

Mi sono sempre chiesta : "Perché sono tornata qui?".
Ci sono nata, cresciuta, me ne sono allontanata, pur non volendo, e sono tornata.
In un'isola c'è sempre qualcosa che non puoi trovare da nessun'altra parte.
Le sue peculiarità e il mare intorno la rendono unica, irripetibile e trasmettono a chi ci vive la stessa impronta, quasi un timbro che l'isolano si porta dietro ovunque e che chiunque, incontrandolo, riesce a percepire.
Forse è retorica, ma l'isolano è speciale, non nel senso che è migliore degli altri, bensì nel senso che costituisce una specie a sé: capace di grandi sopportazioni, ma anche insofferente alle limitazioni; difensore strenuo della tradizione, ma anche proiettato verso l'oltremare, oltre l'orizzonte; geloso del suo patrimonio culturale e umano, ma anche generoso all'occorrenza; chiuso e burbero a tratti, ma anche aperto e gioviale con chi sa entrare in sintonia con lui.
Vivere su un'isola, perché qui si può essere ancora uomini, si può ancora mantenere l'equilibrio, il giusto equilibrio tra l'essere e l'avere; perché qui ti sembra di avere tutto, anche se non è così, e ti accontenti dell'essenziale e non pensi solo all'avere.
Prima o poi l'isola ti fa capire che è meglio essere, quello che si è, che è meglio dare, quel poco che si ha, pur non disdegnando di ricevere.
E l'isola ci dà, ci dà tutto e da noi pretende solo silenzio e rispetto: come chiesa, dove entri con riverenza e contempli icone e rivolgi preghiere.
Penso alla chiesa…come isola di sacralità nel profano. Penso all'isola…come chiesa da non profanare.

Margherita Crasto  14 novembre 2003
Isola di S. Pietro (Sardegna) 

ISOLA

Isola, amica, compagna, amante,
giaciglio per le notti stanche.
Notti silenti,
interminabili.
Fantasmi volteggiano intorno,
sogni si alternano ai sogni.
Perché tu,
isola,
culli i miei sogni
di improbabili voli.


Margherita 29 7 2002







Torna ai contenuti | Torna al menu