Vivara


Vai ai contenuti

Menu principale:


L'appello

L'isola di Vivara > Le nostre iniziative per Vivara > Documenti e Articoli


IL NOSTRO APPELLO PER VIVARA


Son passati più di tre anni da quando fu annunziata la costituzione della Riserva Naturale Statale dell'isolotto di Vivara: tutti coloro che amano questo lembo di terra inondato di luce e profumato di macchia mediterranea esultarono alla notizia: finalmente, dopo un lungo periodo di incertezza e situazioni provvisorie di tutela solo parziale, si giungeva a un passo decisivo.

Tre anni: il comitato che avrebbe dovuto curare la gestione della riserva, dopo varie riunioni fallimentari, è ora costretto a dimettersi e in tre anni la situazione dell'isola è paradossalmente precipitata in maniera inverosimile.

Un tempo c'era una lodevole attività di guardiania, seppure limitata a poche ore del giorno; oggi Vivara è terra di nessuno, meta di orde barbariche e selvagge che scorrazzano impunemente di giorno e di notte: masse d'imbecilli con velleità occultiste, che mostrano solo l'oscura e tenebrosa deficienza di cervelli vandalicamente animaleschi, hanno in pochissimo tempo ridotto a un rudere quella che un tempo era la splendida villa padronale dell'isola, sfondando porte, sfasciando muri, abbattendo finestre, scalcinando colonne, strappando i preziosi pavimenti maiolicati della cappellina, spaccando i gessi dell'altare, e lasciando dappertutto, come ogni bestia nella sua stalla, segni immondi del loro passaggio.

Questi individui hanno ingresso libero: essi, che producono danni irreparabili all'ambiente e alle architetture di Vivara; gli studenti, i ragazzi delle scuole accompagnati dai loro docenti, i veri amanti della Natura e del Bello, intenzionati solo ad ammirare le meraviglie d'un bosco, d'una macchia e di paesaggi che parlano al cuore e a trasmettere la fiaccola dell'amore e del rispetto alle nuove generazioni, si vedono sbarrato il cammino, impedito l'accesso, proibita qualunque maniera legale d'organizzare visite educative.

Facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore le sorti d'un'isola da troppo tempo in abbandono, perché finalmente si faccia sentire forte e chiara una voce di protesta nelle sedi adeguate.

Gennaio 2006



Torna ai contenuti | Torna al menu