Vivara


Vai ai contenuti

Menu principale:


Kavafis

Rubriche > Isole e Poesia

ITACA


Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti assai lunga la strada,
tra campi d' avventure ed esperienze.
Non temere Lestrigoni e Ciclopi,
Nettuno imbizzarrito; non è questo
il genere d'incontri che farai
se guardi un po' più alto del pensiero 
e fermo è il polso del tuo corpo e guida
il tuo spirito il suo saper sentire.
Né Ciclopi o Lestrigoni, nemmeno
Netturno il tempestoso incontrerai
se non li porti dentro,
se non li sveglia contro te il tuo cuore.

Augurati solo una lunga strada,
molti estivi mattini quando terra
nei porti della terra toccherai
-l'animo stanco dalla gioia-
come toccasti terra alla tua nascita.
Sosta a lungo e fa acquisti negli empori fenici:
madreperle coralli ebano ambre,
tutta merce sottile, lavorata dall'uomo,
i profumi che penetrano il tempo.
Respira coi respiri dei millenni,
visita città egizie, ascolta e impara
dai maestri il viaggiare.

Sia Itaca la mente, il tuo pensiero,
il sempre per cui navighi, il viaggio
senza fretta. Che duri a lungo,anni, che da vecchio
ti sia dato di mettere il tuo piede
su quell'isola, ricco
del niente accumulato per la strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha donato ciò che hai visto nel viaggio.
Senza di lei mai avresti immaginato
d'incamminarti: che altro ti aspetti?

Se scoprirai ch'è povera,comunque
non resterai deluso, perché saggio
ti avrà fatto il cammino, l'esperienza
messa nella bisaccia. Avrai capito
che Itaca è tornare, che è il viaggio
e il suo significato.



Kavafis
traduzione di Mimmo Grasso


Torna ai contenuti | Torna al menu