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IL MATTINO

Storia: le vicende dell'associazione > Rassegna Stampa

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IL MATTINO Napoli Nord 17 novembre 2016



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Da IL MATTINO del 15 giugno 1014
L’evento Convegni ed escursioni
Cultura e musica per celebrare l’oasi di Vivara
Quaranta anni dalla istituzione visita al museo multimediale concerti, passeggiate e incontri

Domenico Ambrosino


PROCIDA. Domenica culturale oggi a Procida. In programma convegni, concerti, presentazioni di libri.
Nella mattinata si festeggia il quarantennale dell’istituzione di Vivara come oasi naturalistica. La manifestazione è promossa dall’
associazione “Vivara”, diretta da Roberto Gabriele, in collaborazione con i gruppi culturali Lipu, Millennium, Chiaiolella Borgo Marinaro, Tam tam Brasile, Operatori Turistici, col patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
Il programma. Alle 10, c’è la visita al Museo Multimediale “Terra” (“Tecnologia e Ricerca per l’Archeologia”), situato nell’ex Conservatorio delle Orfane, a Terra Murata, e la visita all’Abbazia di San Michele Arcangelo. Le testimonianze del passato di fede, religione, archeologia, si sposano alle innovazioni tecnologiche del presente, come la ricostruzione e la simulazione telematica del villaggio miceneo scoperto a Vivara nell’Età del Bronzo, circa 3500 anni avanti Cristo.
Alle 11, nell’ex Cenobio di Santa Margherita, al concerto del quartetto d’archi dell’orchestra “San Giovanni”, con musiche di Bach e Mozart, (Isabella Parmiciano primo violino, Veronica Parmiciano secondo violino, Tsevetanka Asatryan Viola, Tina Pugliese violoncello), segue la presentazione del volume di Alfredo Carannante “A tavola tra mari e vulcani”, Valtrend Editore.
Il libro racconta la gastronomia campana da 3500 anni, tra bioarcheologia, storia ed ecologia. È un vero e proprio percorso narrativo storico, una passeggiata nei secoli, che parte dagli umili pasti offerti dagli indigeni di Vivara ai navigatori egei giunti dal Mediterraneo orientale e, attraverso mangiate “omeriche” dei primi coloni greci, raffinati simposi classici cumani, luculliani banchetti della Baia imperiale e “scampagnate” medievali alle terme, arriva ai pranzi offerti dai regnanti borbonici ai loro ospiti sul Fusaro. Vengono, anche, presentate 126 ricette dall’Età del Bronzo ai giorni nostri. A mezzogiorno, la celebrazione dell’istituzione dell’oasi vivarese con gli interventi del sindaco dell’isola Vincenzo Capezzuto, del presidente della riserva Maurizio Marinella, del presidente nazionale della Lipu Fulvio Mamone Capria,del prof. Giorgio Miraglia, presidente dell’Accademia Vivarium Novum e di Rino Scotto, presidente di Tam Tam Brasile”. Insieme all’allora assessore regionale Roberto Costanzo sarà rievocata la dura battaglia intrapresa 40 anni fa dagli ecologisti Lello Capaldo e Gianni Lubrano di Ricco, e poi condotta dal mitico professore Giorgio Punzo, custode volontario di Vivara , per sottrarre l’isolotto alla speculazione edilizia che, con la società Vacamar, aveva già concluso un contratto per costruire sull’isolotto un villaggio turistico. Al termine, a Villa Scotto Pagliara, pranzo miceneo, con focacce di farro e orzo, zuppa di pesce, sarago arrosto, minestra di orzo e fave, maiale stufato e dolce d’orzo al latte.
Nel pomeriggio ancora libri. Presso la nuova libreria “Nutrimenti”, a Marina Grande, alle ore 19, Elisabetta Montaldo presenta il suo nuovo libro “Procida, segni, sogni e storia di un’isola marinara” il volume narra la storia dell’isola a partire dai luoghi e dagli oggetti che la testimoniano, seguendo un ordine cronologico che va dai primi abitatori, definiti dagli archeologi “i popoli del mare”, fino al moderno porto turistico…


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Procida - Dopo i link su Facebook, una riunione per usufruire dell'isolotto. Il 26 maggio la prima manifestazione


La rabbia dei procidani: "Vivara libera subito"


Il bene negato al pubblico dalla Regione: il ponticello non è sicuro nè transitabile


Domenico Ambrosino (da IL MATTINO del 30 aprile 2012)


PROCIDA. Il tam tam iniziato con Facebook, è oggetto di una prima riunione organizzativa per ottenere "Vivara libera subito". A lanciare la proposta è
l'associazione "Vivara, piccole isole", presieduta da Roberto Gabriele, il gruppo che da anni si batte per la tutela e la valorizzazione della più piccola delle isole flegree.
Una prima manifestazione è stata programmata per sabato 26 maggio: una marcia di liberazione per le strade di Procida che partirà alle 10 da piazza Marina Grande, per concludersi proprio sul ponte che dal 1957 collega Santa Margherita vecchia a Vivara. Ed è proprio il ponte il principale imputato della vicenda che dal 1993 non consente l'accesso a Vivara che perciò, resta chiusa alla pubblica fruizione.
Costruito come "passerella portatubi" dalla Cassa per il Mezzogiorno (la struttura supporta la condotta dell'acquedotto campano che rifornisce di acqua potabile un'ampia parte dell'isola d'Ischia), il ponte non è ritenuto transitabile dalla Regione che lo scorso anno lo ha ristrutturato con una spesa di 4 milioni di euro. Solo di recente è partita un'azione dell'amministrazione comunale procidana, promossa dal sindaco Vincenzo Capezzuto, per chiederne la transitabilità attraverso una gestione d'uso che prevede tra l'altro per motivi di sicurezza, l'innalzamento di dieci centimetri dell'attuale ringhiera di protezione. Un protocollo d'intesa con la Regione dovrebbe essere firmato il 7 maggio prossimo.
Per
Roberto Gabriele, "l'isola è ostaggio della burocrazia. Non a caso diciamo "Vivara libera subito". La vicenda del ponte, con l'assurda proibizione di farvi passare la gente, dimostra che la Regione non ha un'anima: essa non ha seguito quell'evoluzione socio-culturale che dal 1957 è maturata nella gente nei confronti di Vivara, un'attenzione e una sensibilità ambientalista che la vede come un bene da godere e tutelare. Del resto, nemmeno l'istituzione nel 2002, della Riserva Naturale Statale, ha smosso l'anima burocratica dell'ente regionale. Da qui la nostra mobilitazione per dare uno scossone alla vicenda".
La macchina organizzativa, partita ieri con l'assemblea di
Villa Pagliara, prevede nuove riunioni per coinvolgere le scuole, le parrocchie, le associazioni culturali e ambientaliste presenti sul territorio procidano. La prima adesione alla manifestazione arriva dall'avvocato Mariano Cascone, presidente della fondazione "Albano Francescano, proprietaria di Vivara". L'iniziativa degli ambientalisti si muove in quel percorso che con il Comune stiamo portando avanti con non poche difficoltà".


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Vivara, la sede dell'associazione
dedicata a Punzo fondatore Lipu
da IL MATTINO del 30 maggio 2011


Domenico Ambrosino - Procida. Giorgio Punzo, fondatore Lipu, che per 16 anni (dal 1977 al 1993) ha vissuto a Vivara, facendone un centro di cultura ed educazione ambientale, è stato ricordato ieri dai «suoi ragazzi» del Trifoglio. È stata questa l’occasione per dedicargli la nuova sede dell’associazione Vivara, presieduta da Roberto Gabriele, che si affaccia sulla spiaggia della Chiaia. Rino Scotto di Gregorio, che ora si occupa dei «meninos de rua» del Brasile, ha raccontato l’insegnamento del maestro che nella «sodalitas» vedeva lo strumento per educare al bello, al bene, al giusto. Un altro «ragazzo» dell’epoca, Luigi Miraglia, direttore dell’Accademia Vivarium Novum, un centro di studi classici di Roma, ha tracciato un excursus della lunga vita di Punzo (morto a 94 anni, nel 2005) definendola «un ponte ideale che collegava passato e presente col futuro», per la ricchezza dei suoi insegnamenti. «Punzo - ha detto Miraglia - ha difeso, tutelato e reso fruibile Vivara, strappandola alla speculazione edilizia e aprendola a centinaia di giovani e studiosi di tutta Europa. Ora, questo patrimonio rischia di perdersi». E che i rischi siano reali lo conferma l’ente proprietario dell’isolotto, la fondazione Ospedale Albano Francescano che ha appaltato i lavori per mettere in sicurezza molti edifici. «Investiremo 30mila euro - dice il presidente Mariano Cascone - ma aspettiamo che il ponte Vivara-Procida, venga collaudato».


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Un premio letterario per i ragazzi dell'isola
da IL MATTINO del 9 ottobre 2010


DOMENICO AMBROSINO - Procida - Un premio letterario riservato ai ragazzi dell’isola; l’inaugurazione di una mostra permanente per l’educazione scientifica sul patrimonio naturalistico, storico e archeologico di Vivara. Procida, stamane, si accende a festa per ospitare due belle iniziative di carattere culturale rivolte in particolare alle giovani generazioni. Presso la sala del Consiglio Comunale, l’associazione «Tam Tam Brasile», coordinata dal missionario laico Rino Scotto di Gregorio, che si occupa del recupero dei meninos de rua in terra carioca, premia i giovani isolani che hanno partecipato al concorso letterario sul tema «Più in là». «Un tema - spiega Scotto di Gregorio - che vuole far riflettere sulla forza devastante dell’amore, incentrato intorno alla figura di Gesù». Centinaia i componimenti prodotti dagli studenti delle scuole medie, dei licei, dell’Istituto Nautico che riceveranno generose borse di studio. La manifestazione mira anche a raccogliere fondi per promuovere iniziative in Brasile in uno spirito di solidarietà senza frontiere. A Palazzo Pagliara, in via Marcello Scotti, sede dell’
associazione «Vivara», presieduta da Roberto Gabriele, s’inaugura un centro di documentazione e divulgazione sulla riserva naturale della più piccola delle isole flegree. La mostra, realizzata con pannelli illustrativi, vetrine, plastici, modellini, riguarda la storia e la preistoria di Vivara. È un viaggio nella geologia, la vegetazione, la fauna dell’isolotto e dei suoi fondali, attraverso una collezione di circa 400 specie di conchiglie dei nostri mari, una microambientazione di rettili dell’isolotto, un acquario marino mediterraneo, un’esposizione di riproduzioni di manufatti archeologici di epoca micenea. L’iniziativa gode dell’alto patronato della Presidenza della Repubblica e del patrocinio morale del Comune di Procida, Regione Campania, Regno di Nettuno, Istituto Dorhn, Fondazione Albano Francescano, Parco Regionale Campi Flegrei, Riserva Naturale Statale di Vivara.


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Condotta di nitroti, è scontro

Barano Gli ambientalisti contestano la realizzazione dell’opera: «A rischio la biodiversità»
da IL MATTINO del 3 Luglio 2010


STEFANO ARCAMONE - La contrapposizione è classica, ed alla base ci sono priorità e sensibilità diverse. Per l’amministrazione comunale di Barano è la risposta, economica e poco invasiva, alle esigenze di una comunità che basa gran parte della sua economia sul turismo e sul suo indotto. Per gli ambientalisti, invece, la condotta con cui verranno incanalate le acque di Nitrodi fino a valle garantirà un unico risultato: compromettere l’ecosistema, senza risolvere il problema del terriccio nelle acque della baia dei Maronti Tutto comincia con una istanza, presentata dagli operatori dei Maronti ed acquisita al protocollo comunale con il numero 3753 lo scorso 2 aprile con cui si chiede di «prendere in esame l’intervento sperimentale di regimentazione del flusso dell’acqua di Nitrodi verso la spiaggia dei Maronti, partecipando alla spesa in ragione del 50%». L’intento in sé è apprezzabile: impedire alle acque termali, che attraverso un alveo naturale sfociano nel mare dei Maronti, di arricchirsi di argilla lungo il percorso intorbidendo tutta la fascia costiera. La soluzione proposta dagli operatori è la posa di un tubo esterno dal diametro di 200 millimetri attraverso cui incanalare le acque fino a valle. Individuano anche la ditta, la Dolomiti Rocce, la quale, dopo aver effettuato un sopralluogo, stima una spesa di circa 50mila euro per realizzare l’opera. La risposta dell’amministrazione arriva il 14 maggio con la delibera di Giunta 93. Alla votazione non prendono parte Paolino Buono, sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, assessore ai Lavori pubblici e Michele Iacono, assessore al Turismo. Assenze inusuali, ma il numero legale è assicurato e l’istanza viene approvata. Esprimono parere favorevole anche il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Michele Maria Baldino, ed il dirigente del Servizio Finanziario, Nicola Pascale. Nella premessa della delibera, però, ci sono due passaggi controversi. Il primo riguarda la storia dei luoghi. Si legge che «le acque provenienti dalla sorgente di Nitrodi giungono nel mare in maniera naturale da secoli, anche se negli ultimi anni le frane nella zona di Terzana arricchiscono l’acqua di argilla determinando una situazione alla quale i fruitori della spiaggia non sono abituati». Altro aspetto enucleato sono gli studi di fattibilità. Sempre nella delibera si legge che «dopo aver effettuato sopralluoghi con esperti del settore, questi ultimi hanno suggerito la realizzazione di un intervento a carattere provvisorio». Non vengono indicati i nomi degli esperti, né vengono allegate relazioni o progetti. Inoltre, si parla espressamente di «intervento a carattere provvisorio», cioè non definitivo, che necessita di una verifica attraverso cui «procedere alla progettazione e alla realizzazione di un intervento definitivo». Ed è su questo punto in particolare che divampa la polemica. Grazie ai minerali presenti nell’acqua, nel corso dei secoli la vallata che separa Nitrodi da Olmitello è diventata uno scrigno di biodiversità. «Queste zone - spiega in una nota il Movimento a 5 stelle - sono uno degli ultimi siti in cui si può trovare l’unica specie di anfibio delle isole flegree, il rospo smeraldino, e l’isola d’Ischia detiene il primato di essere l’unica tra le isole ad ospitare le ultime popolazioni di questo anfibio». C’è uno studio, pubblicato dall’associazione «Vivara Onlus - Amici delle piccole isole» con il titolo «L’Isola dei rospi», in cui vengono analizzate le trasformazioni ambientali e la progressiva scomparsa di questa specie. Che dovrebbe essere protetta, ma non lo è, dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore e dalla «Direttiva habitat» della Comunità europea. La realizzazione della tubazione ne comprometterà l’habitat, e probabilmente la specie è destinata a scomparire. Tutto ciò, senza avere la certezza di risolvere il problema.


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Escursioni e biologia marina
alla scoperta dell'isola di Arturo
da IL MATTINO del 24 giugno 2010



GIANLUCA AGATA - Estate a tutta Procida. La più piccola delle isole del golfo si scopre protagonista grazie al progetto Isolelab dell'
associazione Vivara Onlus che sarà proposto per tutta l’estate a partire dai primi di luglio ed è aperto ai bambini dagli otto agli undici anni. Sarà un'occasione diversa per imparare a conoscere al di fuori degli spazi tradizionali e delle forme classiche la realtà delle piccole isole. Esperti educatori, naturalisti e biologi marini guideranno i ragazzi alla scoperta dei tesori dell'isola di Procida svelandone le peculiarità naturalistiche, geologiche e storico-culturali, per vivere e scoprire la natura. Previsti laboratori di biologia marina, laboratori di botanica sullo studio della macchia mediterranea, escursioni via terra e via mare, snorkeling, osservazione e sperimentazione sul campo, giochi tematici che stimolino al lavoro di gruppo. Sono previsti 3 incontri di mezza giornata in piena natura e presso le sedi dell'Associazione Vivara di Villa Pagliara e del Procida diving center. (Info 081.290149). Nei saloni di villa Pagliara sono allestite una biblioteca e una mostra permanente sulla riserva; pannelli esplicativi inerenti tutti gli aspetti storici-naturalistic-archeologici di Vivara, un acquario marino mediterraneo con cavallucci marini, spirografi, murici, gorgonie gialle, spugne e posidonia. Laboratori nell'area museale e dal vivo perché per i partecipanti sarà possibile visitare l'isolotto di Vivara e scoprirne tutte le sue peculiarità che ne fanno una delle tappe della migrazione degli uccelli tra i più importanti, oppure immergesi nelle acque dell'isola con uscite in barca e giochi in spiaggia. Nove i turni previsti dal 7 luglio al 3 settembre, ognuno di due giorni per vivere intensamente l'isola di Procida.


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Un fatto di cronaca che ci ha visto coinvolti
da IL MATTINO del 23 maggio 2010

Domenico Ambrosino PROCIDA. Tragedia sfiorata ieri a PROCIDA. Ciro Galatola, 85 anni, soprannominato «Pullastiello», simpatico personaggio isolano, ha rischiato di morire nella sua casa , impregnata dal gas fuoriuscito da una bombola. È stato salvato dai carabinieri della stazione isolana, retta dal maresciallo Massimiliano Albero, allertati dai vigili del fuoco, a cui si erano rivolti, telefonicamente, i membri di un’associazione ambientalista locale, ubicata nello stesso palazzo, in via Marcello Scotti, dove l’anziano vive da solo. Racconta Maurizio Parmiciano, 50 anni, napoletano, vice presidente dell’associazione «Vivara», situata in alcuni dei locali di palazzo Pagliara, una villa ottocentesca che si affaccia sulla baia della Chiaia: «Alle 10,30, ho accompagnato nei giardini della villa un gruppo di scout napoletani in escursione nell’isola. Appena aperto il portone, sono stato investito da un tremendo puzzo di gas proveniente dalle stanze ove vive l’anziano PROCIDAno. Ho subito dato l’allarme telefonando ai vigili del fuoco». Questi, prima di far partire per l’isola una squadra, a comando di Aurelio Magnetti, con un’autobotte a seguito per far fronte ad ogni evenienza, si sono premurati di avvertire subito la locale stazione dei carabinieri. Una pattuglia, guidata dal maresciallo Fabio Evangelista, si è precipitata in via Marcello Scotti insieme alla polizia municipale. Poiché dall’interno non proveniva alcuna risposta, i carabinieri hanno abbattuto la porta. L’anziano, giaceva sul letto, avvolto nel torpore causato dal gas. Subito soccorso è stato portato fuori, nel giardino della villa, ove poi è stato visitato da un’équipe del 118. Successivamente è stato trasferito, per ulteriori accertamenti, presso il locale presidio sanitario. Si è ripreso e sta bene. Ora si pone il problema di una sua sistemazione in un ambiente adeguato.


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Weekend in mare per i «pescaturisti»
IL MATTINO - 18 giugno 2009


SILVIA PEPE. Due giorni immersi nella natura per riscoprire la tradizione della pesca. Da domani e fino a domenica 21 giugno l’associazione «Vivara» organizza il consueto appuntamento estivo con il Campo Pescaturismo Ischia e Procida, un weekend da pescatori tra baie e isolotti. L’associazione Vivara «amici delle piccole isole», fondata nel 1997, da anni si occupa dei problemi relativi alle isole del golfo. Questi luoghi magici sono spesso trascurati anche se rappresentano un nodo cruciale per la conservazione e lo studio del patrimonio marino della regione. L’isolotto di Vivara è certamente il caso più eclatante. Da alcuni anni infatti si è rinnovato l’interesse delle istituzioni impegnate per il recupero del percorso naturalistico di Vivara, l’isola chiusa al pubblico nasconde un patrimonio importante per l’ambiente. L’associazione Vivara promuove studi e ricerche con la consapevolezza che questi ambienti rappresentano ancora ecosistemi omogenei indispensabili per tramandare alle nuove generazioni una coscienza ecologica. Il Campo Pescaturismo si propone di fare conoscere le bellezze del nostro mare trascorrendo due giorni con i pescatori professionisti di Ischia. I partecipanti potranno ovviamente pescare e mangiare i frutti del lavoro in mare. «Il programma – spiega Roberto Gabriele presidente dell’associazione – prevede due notti di pernottamento a Procida e un giro dell’isola di Ischia con più soste. Sabato mattina il peschereccio della cooperativa San Giovan Giuseppe della Croce di Ischia verrà a prenderci per condurci nel luogo dove la sera prima i pescatori avranno calato le reti. Il lavoro di tiraggio delle reti è forse quello più entusiasmante ma è di grande interesse anche scoprire le coste di due isole favolose osservandole dal mare». Il pescato sarà cucinato da un ristorante di Ischia e per domenica invece il programma prevede un percorso storico naturalistico a Procida. Al centro del weekend insomma vi sarà la pesca con tutti i suoi segreti e i sistemi adoperati dalle piccole imbarcazioni. Gli attrezzi e le reti con nomi come il «tramaglio», la «schietta», «l’impostatella», ricordano una miscela di tradizioni e culture molto spesso dimenticate. Durante la due giorni oltre all’uscita con i pescatori si potrà praticare seawatching e tuffarsi nelle acque blu del nostro mare. I partecipanti alle attività di campo potranno usufruire anche di materiali didattici (libri, dvd, schede illustrative) su Procida e Vivara e le altre isole italiane presenti in sede. (Per informazioni e prenotazioni: 347.7711979 – 081.290149) La quota di partecipazione è di 100 euro per i soci dell’associazione Vivara, 115 per i non soci ed è comprensiva di uscita con i pescatori, pranzo al ristorante con il pesce appena pescato, alloggio alla sede dell’Associazione a Procida, prima colazione, uso cucina, partecipazione alle attività del campo, uso del materiale didattico.

Tutti i segreti dei marinai lezioni a bordo delle barche


Attraverso la pesca turismo si può vivere la vita dei pescatori che spesso è raccontata da romanzi e da libri per ragazzi. Sono tantissimi i bambini che sognano di trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio. Con la pesca turismo si ha una possibilità concreta di passare una giornata in mare aperto e imparare i segreti degli abissi. Il weekend proposto dall’associazione «Vivara» è aperto in particolare ai piccoli appassionati del mare. I pescatori infatti con le loro imbarcazioni possono insegnare il rispetto per l’ambiente marino e le sue specie e con un giorno in barca si può affrontare un percorso didattico molto valido e formativo sull’ambiente. La pesca turismo è anche divulgazione della cultura del mare, è tramandare alle nuove generazioni un passato in via di estinzione ma soprattutto punta a creare una sorta di turismo responsabile nel rispetto degli elementi naturali che ci circondano. si.pe.


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Tratto dal quotidiano IL MATTINO del 3 giugno 2009

MARIA GRAZIA CIOTOLA Viaggi nella storia e nel mito, alla scoperta dell’isola che c’è. L’ associazione onlus «Vivara: amici delle piccole isole» , in collaborazione con la Direzione dell’Istituto di pena minorile di Nisida, ha promosso un ciclo di incontri di educazione alla natura nella minuscola isoletta flegrea, dedicato ai ragazzi dell'Istituto e agli studenti delle scuole napoletane. Il programma prevede la collaborazione di esperti in archeologia, geologia e scienze naturali, che introducono i ragazzi alla scoperta delle bellezze di Nisida; l’ iniziativa gode del patrocinio della Regione Campania ed è stato inserita nel programma del Maggio dei Monumenti del Comune di Napoli. Nel corso delle prime due visite programmate, sono stati illustrati dal presidente dell’associazione Vivara, Roberto Gabriele, gli aspetti naturalistici, da Daniele Coppin quelli geologici e da Antonia Persico quelli storici. Dopo i primi due appuntamenti di maggio, il calendario prevede per domenica prossima e per quella del 14 giugno la terza e la quarta tappa del programma, poi pausa estiva, con la ripresa prevista per il 13 settembre. Le ultime date sono in programma il 27 settembre, l’11 e il 18 ottobre. Nell’ambito del progetto sono state inoltre organizzate quattro conferenze introduttive sul mondo delle piante, con particolare riferimento a quelle della macchia mediterranea dell'isola, a cui faranno seguito attività pratiche in loco. Per l'occasione, sono state posizionate, lungo il sentiero che dalla sommità dell'isoletta conduce alla Lavanderia Borbonica, delle tabelle illustrative di alcune delle piante più rappresentative di Nisida. L’iniziativa s’inserisce nell’ambito del progetto sul «Parco letterario isola di Nisida», con alcuni programmi educativi rivolti ai ragazzi detenuti e per un programma di apposizione di tabelle esplicative delle principali piante dell’isola. «La nostra associazione si occupa di tematiche naturalistiche e in particolare dei problemi relativi alle piccole isole, un settore spesso trascurato eppure d'importanza cruciale per la conservazione e lo studio di particolari ambienti e la salvaguardia d'un prezioso patrimonio – ha spiegato il presidente dell’associazione Vivara, Roberto Gabriele -; attraverso i nostri programmi escursionistici e di studio vogliamo diffondere la cultura delle piccole isole mediterranee e stimolare la curiosità e l'interesse per la «magia» della loro natura più autentica, quella delle tradizioni e delle tipicità che ancora si conservano in questi territori isolati dal resto del mondo, ma anche dall'ordinario e dal comune». L'associazione Vivara, comunque, spazia i suoi interessi su più fronti: oltre che nel settore della tutela e della valorizzazione di natura e ambiente svolge attività anche nella promozione della cultura e dell'arte, della formazione, e anche nello sport dilettantistico e nell'assistenza sociale per i quali sono stati proposti programmi ben definiti. «La natura va difesa in tutte le sue forme - ha aggiunto Roberto Gabriele -, e in particolare vogliamo farlo per il pregio intrinseco della sua bellezza, come puro e semplice atto d'amore non finalizzato ad alcun tornaconto; ciò definisce un nuovo modo d'intendere il rapporto con la natura, quello su cui la nostra associazione lavora e si batte fin dalla nascita». Per sostenere Vivara e per aiutarla a finanziare i propri programmi è possibile devolvere il proprio cinque per mille dell'Irpef all'associazione, esprimendo la propria preferenza nella dichiarazione dei redditi. Per le prossime sei escursioni in calendario a Nisida, è obbligatoria la prenotazione e solo via mail, scrivendo ad associazione@vivara.it; è previsto un contributo di 3 euro per l’associazione Vivara. Per ulteriori informazioni è attivo il sito internet: www.vivara.it; oppure, segreteria organizzativa: 081-290149.
L’associazione Vivara propone sette programmi di studi e ricerche sul patrimonio naturalistico, storico e culturale delle piccole isole. Sono progetti che hanno come obiettivi la diffusione e la cultura del mare e migliorare la qualità dell'offerta turistica, che superi i confini delle stagioni balneari. È nato così il laboratorio didattico-naturalistico sulle piccole isole, il «Natureo Jersey», chiamato così per ricordare una delle cinque isole britanniche del canale della Manica. E ancora, il programma «Ventotene» che si occupa di escursioni in barca a vela, e i più ameni progetti «Ebridi» (avviicinamento dei giovani alla musica), «Alicudi» (il periodico informativo dell'associazione), «Giglio» (attività sportive). Particolare attenzione va al progetto «Itaca», che favorisce la conoscenza del patrimonio geologico delle piccole isole; «Itaca» intende promuovere la diffusione di attività turistiche collegate a una riqualificazione e valorizzazione ecosostenibile del territorio insulare, mirando alla differenziazione delle opportunità di sviluppo in una zona fortemente caratterizzata da un elevato interesse storico-artistico e paesaggistico. Un turismo quindi, rispettoso e sostenibile per l'ambiente insulare e per chi vi abita. Le escursioni saranno organizzate con la guida di esperti in Geologia, Scienze naturali e Scienze ambientali. Importante, infine, anche il programma dedicato a «La Reunion», che nasce dal nome di una delle isole più famose delle Mascarene nell’oceano Indiano: ha come obiettivo rivalutare l’immagine dell'isolotto di Vivara, sviluppando ricerche scientifiche e mettendo insieme le esigenze turistiche alle difese dell'integrità naturale del luogo. m.g.c.


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Tratto dal quotidiano IL MATTINO del 3 agosto 2008
DOMENICO AMBROSINO Procida.

Per accedere a Vivara bisogna superare tre cancellate: la prima sulla collina di Santa Margherita; la seconda sull'accesso al ponte che la collega a Procida; la terza all'ingresso dell'isolotto, situata sotto la Casa del Caporale. Ieri i tre cancelli sono stati aperti con l'intervento dell'assessore provinciale Francesco Borrelli, di quello comunale Elio De Candia, del presidente del comitato di gestione della riserva Maurizio Marinella, del presidente Mariano Cascone dell'Ospedale Albano Francescano, l’ente proprietario dell'isolotto. La ragione ufficiale è stato un sopralluogo in vista dei lavori finanziati dalla Provincia che interesseranno il recupero del piazzale antistante l'ingresso. In realtà un gesto simbolico per sottolineare la volontà di giungere al più presto a una intesa tra i vari soggetti interessati al fine di rendere finalmente visitabile l’isolotto. Il dottor Mariano Cascone spiega: «Finora tutto si era bloccato per un contenzioso sorto con la Regione che aveva tenuto in fitto l'isolotto fino al 2004. Visto che quest’ultima non aveva intenzione di rinnovare il contratto, prima di inoltrarci nella trattativa con altri soggetti istituzionali, abbiamo dovuto procedere a un sopralluogo tecnico preventivo per l’accertamento ufficiale dello stato dei luoghi. Concluso qualche mese fa questo necessario iter burocratico e amministrativo, tutto è ora pronto per un nuovo fitto che, non dimentichiamolo, per noi è indispensabile per portare avanti i fini istituzionali dell'ente, cioè la cura, l'assistenza e il ricovero dei malati poveri di Procida». La nuova soluzione che si delinea per la gestione dell'isolotto è quella di un'intesa tra Comitato di riserva e Comune di Procida, supportata dalla Provincia. Si parla di un canone di 120mila euro all'anno. Dice l'assessore provinciale Francesco Borrelli: «Abbiamo già stanziato una quantità di fondi per la riqualificazione di Vivara. Negli anni scorsi la Provincia non è riuscita a spenderli proprio a causa dell'incertezza gestionale dell'isolotto. Non escludo che una volta partito il progetto anche la Provincia possa entrare direttamente nel comitato gestore». Il presidente della riserva Maurizio Marinella non nasconde il suo ottimismo: «Il nodo Vivara sarà sciolto a breve. Forse si poteva fare prima, ma il tempo non è trascorso invano. Il comitato di riserva, infatti, si è già dotato di una propria struttura operativa, ha approvato una programmazione economico - finanziaria. Tutti strumenti indispensabili per agire presto, bene e concretamente. Mi batterò che la riserva possa essere riaperta già entro il 2008». Intanto, il sopralluogo di ieri ha mostrato un degrado avvilente del territorio vivarese. Mentre il patrimonio floristico resiste, grazie anche alle cure periodiche del corpo forestale e dei volontari procidani della Protezione civile di Antonio Meglio, le antiche strutture - la Casa del Caporale, la Vaccheria, la Casa Padronale con la caratteristica Cappella del 700, il vecchio frantoio - sono cadenti e fatiscenti. Estremamente degradato lo scavo miceneo di Punta d'Alaca. Spine, terriccio, fogliame, hanno di fatto sepolto i teloni e le strutture protettive e con esse le testimonianze risalenti al periodo del Bronzo Antico, verso gli inizi del XVII secolo avanti Cristo. Roberto Gabriele, presidente dell'Associazione Vivara, ha partecipato all'apertura dei cancelli dell'isolotto: «È un segnale di speranza o la solita illusione destinata poi a trasformarsi in una terribile delusione? Mi auguro che si faccia presto. Vivara è veramente un tesoro che rischia di sciuparsi. Non è giusto che la gente non possa goderlo ed apprezzarlo».


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Ecco la cravatta per rilanciare Vivara
Da IL MATTINO del 17 luglio 2006 articolo di Claudia Marra.


SEI MESI FA il ministro Mattioli gli aveva chiesto di fare il presidente di un comitato per la tutela di Vivara. Scelta confermata anche dal ministro per l'Ambiente Pecoraro Scanio, che da Maurizio Marinella riceve stamattina al Bagno Elena una cravatta speciale. Creata da lui, il re del settore, e griffata in omaggio all'area protetta. "E' la prima delle duecento cravatte finora tessute", dice Marinella. Duecento cravatte per una battaglia per il rilancio di Vivara. Nodi per collo di seta blu, di quella tonalità inconfondibile delle cravatte Marinella, che da stammattina saranno in esposizione anche nello show room di piazza Vittoria, con una postilla: il ricavato della vendita è destinato al recupero dell'isolotto. Colore blu, il piccolo isolotto di Vivara tessuto sotto nodo e il simbolo "VivaVivara" sul codino "in omaggio all'associazione di giovani che in questi mesi hanno ripulito le strade dell'isola", spiega Marinella. Una cravatta e tanti progetti: una difesa contro gli incendi, la protezione della particolare vegetazione, "Appena raggiungeremo un accordo con i proprietari, restituiremo l'isolotto al pubblico", è la promessa. Una banchina mobile da raggiungere con un barchino da Procida sarà infatti il primo passo per l'accesso all'isola.


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L'AMBIENTE

Un quintetto d'archi per salvare vivara
Paola de Ciuceis da IL MATTINO del 18 giugno 2006


CON le sue colorate architetture mediterranee, i ritmi lenti e la tranquillità che offre restando defilata rispetto alla mondanità delle altre isole del golfo, Procida conquista la palma di paradiso terrestre anche per l'inscindibile legame con Vivara, l'isolotto dalla caratteristica forma a mezzaluna che, riserva naturale statale, è sempre più spesso in primo piano per l'attenzione che non solo gli ambientalisti le dedicano, ma anche chi semplicemente ama le bellezze nascoste di questo scrigno ricco di riferimenti di storia e archeologia, geologia, flora e fauna. Ed è per questo che l'associazione Vivara onlus rivolge l'invito a partecipare all'escursione di oggi (partenza ore 9.30 dal molo Beverello con la motonave Adriatic Princess) alla volta di Procida e Vivara per un giro delle due isole e una visita al Centro di documentazione sulla riserva naturale procidana. Poi, nel pomeriggio, di nuovo pronti a salpare per assistere al concerto per archi in favore dell'oasi naturalistica cui, naturalmente, farà da suggestiva cornice il golfo di Genito; ad esibirsi, il quintetto costituto da Isabella Parmiciano, Daniela Comegna, Valentina Bottiglieri, Nicola Angellotti e Tina Pugliese che eseguiranno musiche di Mozart, Verdi e Bizet.
Una gita che conclude la tre giorni di incontri e dibattiti,
promossa dal sodalizio guidato da Roberto Gabriele, dedicati all'isolotto e che ha visto l'assessore provinciale ai parchi e alle aree protette Francesco Emilio Borrelli intervenire anche in rappresentanza del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Un momento di riflessione per fare il punto sulla situazione, ancora di degrado, in cui versa l'area protetta ma anche e soprattutto per individuare concrete prospettive di sviluppo, sia come sede di attività didattiche per la scuola dell'obbligo, sia come centro di ricerche archeologiche, di studio della fauna terrestre e marina, d'indagine da un punto di vista vulcanologico e geomorfologico. All'insegna dello slogan «Vivara viva», le giornate di convegno - svoltesi presso l'Istituto italiano per gli Studi Filosofici di palazzo Serra di Cassano, e a Procida, a villa Pagliara dove ha sede il sodalizio promotore - hanno alternato momenti dibattito con rappresentanti istituzionali e del mondo universitario ad escursioni in loco tra cui la visita guidata a Terra Murata, il centro storico di Procida con la bella abbazia di San Michele e alla caratteristica marina della Corricella.


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Turismo. Un weekend da pescatori tra baie e isolotti
Tratto dal quotidiano IL MATTINO del 25 Marzo 2006


ANTONELLA DURAZZO. Una piacevole giornata in mare ad assaporare la fragranza di prodotti freschissimi, a scoprire i sapori salmastri portati delle brezze e i profumi inconfondibili della macchia mediterranea. Il pescaturismo è un’esperienza affascinante anche quando il mare è quello che bussa sotto casa e le coste sono quelle più familiari a chi da Napoli guarda verso i Campi Flegrei. Un'offerta che sposa cultura marinara e ambiente, gastronomia, storia e relax, arriva dall’associazione Vivara Onlus, che in collaborazione con la cooperativa di pescatori San Giovanni Giuseppe della Croce di Ischia, propone weekend primaverili interamente dedicati alla scoperta delle coste flegree ed ai tesori che nascondono. Sia sotto, sia sopra il livello dell'acqua. Vedere come si pesca a Ischia o a Procida è come immergersi in un mondo parallelo, il mondo di un mare sconosciuto che da sempre e ben prima del turismo, ha dato sostentamento agli abitanti. I sitemi adoperati dalle piccole imbarcazioni che effettuano la pesca costiera evocano fatiche sconosciute a chi vive solo il mare estivo, il tramaglio, la schietta, l'impostatella, portano in sé una miscela di tradizioni e culture che non sempre vengono manifestate al di fuori degli addetti ai lavori. «In questa prospettiva – spiega Roberto Gabriele, dell'associazione Vivara - il nostro obiettivo è quello di promuovere e approfondire una sensibilità naturalistica, arricchire l’informazione sul mare e gli organismi che lo abitano, far conoscere e apprezzare la vita e i borghi dei pescatori, gli attrezzi da pesca, la storia degli insediamenti costieri, e diffondere la cultura e il rispetto per questo eccezionale tesoro». Per tutto questo un solo weekend non basta, anche se può servire a rendere l'idea e comunque la Cooperativa dei pescatori ischitani ha messo a punto differenti possibilità di escursioni con partenze all'alba, nella mattina o nel pomeriggio, con pesca a traina, ai palangari, al tramaglio. Poi con colazione a bordo o il pranzo (con il pesce appena pescato!) nei tipici ristoranti della Corricella di Procida. Lo scenario nel quale ci si muove non ha bisogno di commenti: la costiera flegrea e le isole di Ischia, Procida e l'isolotto di Vivara. Oggi e domani si replica, così, come d'altro canto, avverrà in tutti i prossimi week end. Per imbarcarsi le possibilità sono diverse, partendo il sabato, e magari fermandosi per la notte nella sede dell'associazione Vivara, quella Villa Scotto Pagliara, a Procida, che affaccia direttamente sul mare. È quindi possibile imbarcarsi da Monte di Procida (Maremorto), dal Porto di Marina grande, della Corricella o della Chiaiolella a Procida. Oppure dal Porto di Ischia. Sulle tracce dei micenei l'escursione di due giorni prevista oggi e domani, al relax della gita per mare, unisce la possibilità di fermarsi ad ammirare da vicino monumenti e suggestivi angoli: dal borgo di Terra murata ad Ischia, al borgo della Chiaiolella a Procida, da un bagno alla spiaggia degli innamorati, ad una visita all'isolotto di Vivara.


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Anacapri: Bellezza fuori stagione
IL MATTINO – 12 marzo 2004 di Antonella Durazzo

Gita domenicale organizzata dall'
associazione Vivara Onlus alla riscoperta dell'isola azzurra senza vip e ombrelloni


È fuori stagione che le piccole isole si riappropriano dei loro silenzi. Strade libere, salsedine non ancora rimossa, alberghi chiusi, spiagge vuote da ombrelloni. In sintesi: il fascino del mare d’inverno. In attesa che il bel tempo le restituisca al mondo sono questi i tempi migliori per partire alla ricerca delle ragioni di quell’unicità che rende ogni isola, anche la più familiare, un universo a parte. L'associazione Vivara Onlus, ha tra i suoi scopi proprio quello di diffonderne la storia, le tradizioni, il patrimonio naturalistico e i caratteri architettonici che sono riuscite a preservare. L’idea è quella di un turismo maturo che superando i limiti della stagione balneare sia discreto nei confronti degli abitanti e rispettoso delle bellezze del posto. Un obiettivo che l’associazione, che conta più di 120 iscritti, persegue anche attraverso l’organizzazione di escursioni aperte a tutti.

IN GITA SULL’ISOLA
Per domenica, il programma delle passeggiate conduce ad Anacapri alla scoperta di due luoghi eccezionali, la Villa di Axel Munthe e il Monte Solaro. La Villa, che oggi è un museo di proprietà svedese, può considerarsi l'unica delle residenze dell'età d'oro caprese, perfettamente conservata e accessibile. La storia della sua costruzione coincide con le vicende del medico e scrittore svedese Axel Munthe, che la raccontò nel romanzo «La storia di San Michele». Alla fine del XIX secolo, ritiratosi sull’isola, il medico-scrittore edificò la villa trasformando una semplice casa rustica ed un'antica cappella in un monumento all’eclettismo architettonico e alla libertà stilistica. Tutto ciò sui ruderi di epoca augustea, che testimoniano la presenza in quel luogo di una sontuosa residenza romana. Nel museo sono esposti i cimeli del suo fondatore, mobili rustici e antichi e innumerevoli reperti archeologici, che Munthe volle far credere d’aver ritrovato sul posto, ma non per tutti i pezzi è così. Tra le parti più belle di Villa San Michele, vi sono inoltre il giardino a terrazzamenti ed il pergolato che culmina in un belvedere semicircolare da cui si domina il golfo di Napoli.

SUL MONTE SOLARO
Una fortezza di calcare e di macchia mediterranea che s’affaccia sul più bel panorama del mondo. Il Monte Solaro, a 600 metri sul livello del mare è raggiungibile con un itinerario pedonale, oppure, in modo più veloce e comodo, con la seggiovia che conduce direttamente da Anacapri sulla vetta, in prossimità della quale si osservano i resti di alcune opere fortificate, innalzate dagli Inglesi ai primi dell’800. Il belvedere celebra l’esultanza per la vista, spaziando dal golfo di Napoli a Ischia, alla Penisola sorrentina e col bel tempo e l’aria tersa, sino agli Appennini. La passeggiata di domenica avverrà con ogni tempo, a meno che non siano interrotte le comunicazioni via mare.

Le escursioni di
«Vivara - Amici delle piccole isole» sono gratuite e aperte a tutti, chi partecipa dovrà solo farsi carico delle spese di trasferimento e d’ingresso nei vari musei. Domenica mattina l’appuntamento è per le 8,30 al Molo Beverello, è necessaria la prenotazione inviando una e-mail a itaca@vivara.it oppure telefonando allo 081/5490447 (h. 10/12 e 21/22).


ISCHIA PROSSIMA TAPPA
Il programma delle escursioni dell’associazione viene redatto di volta in volta e almeno due settimane prima dell’appuntamento. La prossima passeggiata sarà a Ischia, ai giardini della Mortella nella casa che fu del compositore inglese Walton.


SALVATE QUELLO SCOGLIO
L’associazione prende nome dallo scoglio che sorge tra Ischia e Procida, un luogo d’eccezionale valore naturalistico e soprattutto storico, il cui accesso oggi è precluso a causa di un ponte pericolante. L’associazione, assieme ad altri gruppi ambientalisti, sta lottando, affinché questo gioiello torni fruibile.


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ITINERARI ALTERNATIVI
IL MATTINO – 20 novembre 2001 di Anna Maria Boniello

Mini-tour dell'associazione Vivara nelle piccole isole del Mediterraneo: presto tappe a Procida e Ischia
Capri, via al turismo culturale
Progetto Itaca: visite guidate al palazzo imperiale e a villa Fersen

«Itaca» e «Vivara» per potenziare il turismo colto nei mesi di bassa stagione nelle piccole isole del Mediterraneo. E domenica è stata la prima volta di Capri dove si è aperta ufficialmente con due visite guidate la stagione autunnale dedicata ai percorsi culturali. Un flusso alternativo al turismo balneare che viene praticato da un visitatore più attento e maturo che ama e rispetta le bellezze del posto e cerca di analizzarle attraverso i suoi aspetti più nascosti.
E così l’altro ieri mattina è sbarcata a Marina Grande una piccola colonia di turisti pendolari. In gran parte docenti, archeologi, storici e giovani studiosi dell’associazione «Amici delle Piccole Isole» che ha voluto prendere il nome dall'isolotto di Vivara. E che con lo sbarco caprese ha inaugurato il progetto denominato «Itaca»: un viaggio per gli amici delle piccole isole attraverso le coste che si affacciano sul Mediterraneo. Un itinerario dedicato a quel viaggiatore colto che alla scoperta di località che hanno assunto nel corso dei secoli un'importante rilevanza storica grazie al loro vissuto.
A guidare il gruppo campano verso la collina di Tiberio, e alle tappe scelte per la giornata caprese quali Villa Lysis e Villa Jovis, oltre al presidente dell'associazione, Roberto Gabrieli, c'era anche Maurizio Parmiciano, il direttore di «Alicudi», il bollettino dell'associazione che oggi è arrivata anche «on-line» con un sito tutto dedicato alle piccole isole, www.vivara.it. Durante il percorso che dalla Piazzetta si inerpica sino nella parte alta dell'isola sono state date al particolare gruppo di visitatori autunnali nozioni sulla flora spontanea caprese ma anche sulla storia antica che ha visto l'isola, e in particolare la zona di Tiberio, per oltre dieci anni essere il centro più importante del mondo sotto il dominio di Tiberio che da quel punto dell'isola governò l'impero romano. Ad accogliere la carovana, oltre una ventina di persone, a Villa Fersen oltre all'assessore alla cultura Salvatore Ciuccio che ha fatto gli onori di casa ed alcuni giovani studiosi isolani, c'era lo storico ed esperto di cose capresi, Mike Mignogna. È iniziata così la visita guidata all'interno della villa che fu per oltre un lustro, teatro di riti dionisiaci e feste orgiastiche ma anche un cenacolo e punto di incontro di personalità della cultura internazionale che avevano fatto di Capri degli inizi secolo la loro terra d'adozione.
Per i visitatori, molti dei quali alla loro prima visita a Capri, si è trattato di un viaggio affascinante a ritroso nella storia ma anche nella cultura e nel mito dell'isola. E quasi come un moderno Virgilio, Mike Mignogna è riuscito a tracciare una biografia... intensa sia del Conte Fersen che della sua storica dimora.
La giornata è continuata, poi, con la salita tra i ruderi del palazzo imperiale di Tiberio. A Villa Jovis ed anche in quella zona dalla bellezza mozzafiato, si è parlato oltre che delle bellezze naturali e dei resti della Roma imperiale, anche dell'imperatore così discusso e criticato dai biografi del tempo come Tacito e Svetonio. Durante la discesa al gruppo è stata riservata una tappa e una sorpresa fuori programma. Una sosta quasi obbligata a Villa Astarita con immenso parco che gli eredi Astarita hanno donato al Comune e che è stato recentemente aperto al pubblico, per ammirare da quel promontorio un angolo visibile solo dal belvedere della villa. Uno scorcio dalla bellezza mozzafiato che come in una sequenza di fotogrammi, abbraccia l'immenso Faraglione di fuori con al centro il Monacone e Villa Malaparte.
«Itaca» continuerà con le sue tappe mensili che per la Campania prevedono Ercolano, Baia, Procida, Ischia e ancora Capri con la visita alla mitica Scala Fenicia.


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L’OMONIMA ASSOCIAZIONE IN CAMPO A PROCIDA
«Vivara è off-limits: riaprite il ponte»
DOMENICO AMBROSINO da IL MATTINO del 19 agosto 2001

Dinanzi al cancello di accesso da una settimana raccolta di firme per una petizione

Una raccolta di firme per poter tornare a visitare Vivara. L'ha promossa un'associazione che si chiama proprio «Vivara», nata a Napoli nel 1997. Il suo scopo è far conoscere le piccole isole mediterranee, in particolare quelle italiane, per diffonderne la storia, le tradizioni, il patrimonio naturalistico e i caratteri architettonici che sono riuscite a preservare. Da una settimana, un gruppo di giovani raccoglie, vicino al cancello chiuso di accesso al ponte, dalle 10 alle 19, adesioni alla petizione per «il ripristino delle visite all'isolotto e il conseguente sviluppo di attività di turismo culturale e ambientale, sostenibile e compatibile». La ragione per cui, da oltre un anno, Vivara resta negata è la pericolosità del ponticello di cemento che dal 1956 la lega alla collina procidana di Santa Margherita. La struttura presenta, infatti, una ringhiera di protezione che cade a pezzi. Inoltre, alcune lesioni nella superficie di calpestio hanno procurato la caduta di calcinacci nella zona di mare sottostante. Cosa che ha indotto la Capitaneria di porto a emanare, nel giugno scorso, un'ordinanza - tuttora vigente, anche se non rispettata - che vieta sosta, balneazione e passaggio di persone e natanti sotto il ponte. Vivara è di proprietà dell'Opera pia «Albano Francescano», un ente che assiste i malati poveri di Procida. La Regione l'ha in fitto per un canone mensile di circa 100 milioni. Le competenze sul ponticello di accesso appartengono sempre alla Regione, precisamente al settore ciclo integrato delle acque e degli acquedotti. A quanto pare c'è una difficoltà di «comunicazione» fra gli uffici regionali. Se è vero che, nonostante un sopralluogo congiunto fra il citato settore della gestione acquedotti e il Corpo forestale per accertare, definire e risolvere i problemi dì pericolosità del ponte, negli ambienti del settore acquedotto si teorizza ancora che non è una struttura di accesso a Vivara, ma solo il supporto all'acquedotto per portare l'acqua a Ischia. C'è da dire che - forse - ha fatto male il Comune a consentire l'eliminazione del ponte tibetano più lungo del mondo, costruito a fianco di quello in cemento nelle scorse settimane, per entrare nel guinness dei primati. Scherzi a parte, Vivara non può continuare a restare chiusa. Il suo patrimonio naturalistico ed archeologico deve essere subito reso di nuovo fruibile.
Non è troppo chiedere l'intervento del «governatore» Bassolino. Il ponte va subito riparato e Vivara riaperta, in modo organizzato, al pubblico.

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