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IL GOLFO

Storia: le vicende dell'associazione > Rassegna Stampa

IL GOLFO ESTATE venerdì 13 settembre 2013



DA OGGI IN ESPOSIZIONE PRESSO SANTA MARGHERITA 15 LASTRE
Dl PROPRIETÀ DELL'ARTISTA UGO DE CESARE

Procida com'era nel 1889
Ecco le fotografie presentate all'Universale di Parigi


"1889 - Terre di mare scritte con la luce". E' questo il titolo dell'evento culturale espositivo che si terrà presso la Chiesa di S.Margherita Nuova a Terra Murata da oggi al 28 settembre promosso dall’Amministrazione Comunale - Assessorato alla cultura, la cui motivazione ispirativa ha preso vita dal ritrovamento di un astuccio etichettato: "Grand Prix Exposition Universelle Paris 1889".
Nel contenitore di cartone erano custodite 15 lastre A. LUMIERE & SES FILS, con impressioni fotografiche di luoghi, da sempre celebrati, del Golfo di Napoli, Procida e, in particolare, di Vivara. È apparsa subito interessante la fascetta - sigillo della confezione, sulla quale l'antico custode aveva scritto a penna "Vivara", evidentemente per una rapida identificazione, e aveva aggiunto "Parigi" per indicare la città in cui le fotografie erano state in mostra nel 1889, anno dell'Esposizione Universale.
Le lastre sono attualmente di proprietà dell’artista Ugo De Cesare che, insieme con il collega Enrico Moleti, ha voluto raccordare memoria e presente in un evento d'arte curato dal Critico e Storico dell'Arte Angelo Calabrese. Evento reso possibile dalla sensibilità e dall'amore verso la propria terra del Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto, dell'assessore alla cultura Enrico Scotto Di Carlo e dalla preziosa collaborazione dell'associazione Vivara operante da anni sul territorio.
Tre napoletani hanno preso quindi atto che, tra le altre proposte espositive e le partecipazioni al Gran Prix del 1889, un fotografo, innamorato delle “perle lucenti e rare”, terre d’incanto nel Golfo di Napoli, concorreva esponendo immagini di quei beni attrattivi per il turismo, celebrati in musica e poesia, in canzoni di forti sentimenti mai sopiti.
Un fotografo di anni ormai lontani, ci riporta alla memoria i nostri luoghi, allora non esperti del consumismo e della globalizzazione. Il suo terzo occhio li ha selezionati per proporli a Parigi nel 1889, cioè nell'anno in cui s'inaugurava la Torre Eiffel, per celebrare il centenario della presa della Bastiglia, ed aveva un successo senza confronti quell'Esposizione Universale ch'è chiara pagina di storia.
Oggi quelle foto presentate nella rassegna di Terra Murata, risultano essere la più antica testimonianza della nostra isola. La rassegna propone le lastre originali, le foto nelle giuste dimensioni, opere su tela o carta in cui Ugo de Cesare ed Enrico Moleti ritrovano, con varie modalità interpretative, i percorsi visivi tracciati nel 1889. Insomma il discorso estetico si viene cosi coniugando con altre istanze demo-etno-antropologiche.
Il momento espositivo, che sarà inaugurato oggi con inizio alle ore 17,30, sarà preceduto da una tavola rotonda relativa al senso del presente e della memoria, con la partecipazione del critico d'arte Angelo Calabrese.


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ESTATE

Da IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida - 17 Agosto 2012

SABATO 18 AGOSTO NELLA PINETA DI FIAIANO. E A SEGUIRE, IL 22 AGOSTO, A PROCIDA

“Una Bella Giornata di Marzo”
di Gennaro Piccirillo in scena sulle nostre isole


Le associazioni culturali Kaitos,
Vivara Onlus e Servizi per il Tempo Libero organizzano due eventi nelle isole di Ischia e Procida.
A Ischia nella Pineta di Fiaiano sabato 18 agosto alle ore 21,30 presso l’Indiana Park (uno dei parchi avventura più belli d’Italia) e a Procida presso Villa Scotto Pagliara (alle porte dell’isoletta di Vivara) il 22 agosto alle ore 21,30 una Passeggiata poetica a cura di Gennaro Piccirillo “Una Bella Giornata di Marzo”, che racconta, in cinque episodi, la storia del personaggio protagonista attraverso incontri, riflessioni, considerazioni via via sempre più coinvolgenti, tant’è che lo stesso è fruibile anche da un pubblico di ragazzi.
Lo spettacolo, oltre alla presenza di Gennaro Piccirillo, che ne ha curato anche la mise en espace, annovera la presenza, come attori, di Caterina Scalatrice e Alfonso Capuano, Valerio Virzo, noto e bravissimo sassofonista di chiara fama nazionale condurrà il pubblico con le note del suo sassofono da un episodio all’altro, da uno scenario naturale ad un altro… grazie alle sue suggestioni musicali. I costumi sono di Annalisa Ciaramella.
A Procida, il percorso si snoderà, partendo dal Palazzo Scotto-Pagliara,
sede dell’Ass. Cul. Vivara Onlus, attraverso alcune stradine dell’isola e terminerà sulla spiaggia della Corricella.
L’Ass. Cult. KAIROS da tempo agisce sul territorio napoletano con iniziative indirizzate a promuovere, salvaguardare e divulgare la cultura e i luoghi naturali e archeologici.
Vivara Onlus promuove studi e ricerche sul patrimonio naturalistico, storico e culturale delle piccole isole, nella consapevolezza che gli ambienti insulari, con la compresenza d’interessanti e spesso tipici biotopi terrestri e marini, offrono l’opportunità per un’efficace didattica naturalistico-ambientale, indispensabile per lo sviluppo d’una coscienza ecologica e per favorire, soprattutto nei più giovani, l’amore per le bellezze naturali.
Servizi per il Tempo Libero – Sportello Turismo Sociale di Quarto (NA) attiva da anni sul territorio flegreo promuove la natura in tutte le sue forme proponendo un nuovo modo di fare turismo.
Gli eventi vedranno la realizzazione e la messinscena del lavoro teatrale di Gennaro Piccirillo. Lo spettatore, nel nostro caso, non se ne starà comodamente seduto in platea a “vedere” gli attori che raccontano la storia; la seguiranno nel senso stretto della parola, perché fluiranno lungo un percorso preciso, al seguito di un sassofonista che fungerà da pifferaio magico, per spostarsi da una stazione all’altra.
Si parlerà di un viaggio, vissuto dal protagonista attraverso cinque episodi che nasceranno in cinque luoghi diversi.
È un sogno , forse… È una storia, certo, che vive il protagonista , affrontando, di volta in volta, ostacoli, persone, accidenti casuali o provocati proprio da lui.
La storia non segue un vero e proprio tempo lineare, cronologico direi. Ciò che gli accade, il protagonista potrebbe averlo vissuto in tempi diversi, potrebbe averlo sognato… Chissà.
Il pubblico smette di essere tale per diventare teatro esso stesso, anzi storia esso stesso, grazie all’abbattimento non solo della quarta parete, ma anche della altre.
In alcuni casi potrebbe essere a stretto contatto con gli attori.
E la magia più grande, questo è il punto nodale dello spettacolo, sarà data proprio dai luoghi prescelti all’uopo: la gente li vedrà, per pochi minuti, con una prospettiva nuova, la stessa della storia immaginaria. Che forse potrebbe essere più pregnante, più acuta della nostra, a volte banale, “storia” quotidiana.


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LA PROTESTA


IERI LA RIUSCITA MANIFESTAZIONE DEL COMITATO. BORRELLI: ”POPOLO ESASPERATO,
VICENDA EMBLEMATICA DELLA BUROCRAZIA ITALIANA”


Procida alza la voce, Vivara riapra al pubblico !
Da IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida - 25 giugno 2012


Procida alza la voce. Perché il paradosso , ormai, è sempre più sotto gli occhi di tutti: un paradiso a portata di mano, l’isolotto di Vivara, da oltre 10 anni chiuso al pubblico per conflitti e lungaggini burocratiche tra i vari enti che dovrebbero riqualificarlo e gestirlo.
E che per circa un’ora, ieri, è stato pacificamente occupato sotto il sole cocente. Accompagnati dal ritmo delle tammorre i manifestanti si sono riuniti sulla Marina di Chiaiolella per una marcia di protesta organizzata dal comitato “Libera Vivara” che è arrivata fino a dentro l’isolotto: un messaggio forte e inequivocabile, indirizzato a chi in questi anni – Ministero dell’Ambiente, la Regione Campania, il Comune di Procida, la Soprintendenza ed il comitato di gestione presieduto da Maurizio Marinella – non è riuscito a trovare il proverbiale bandolo della matassa.
Tra i partecipanti il Sindaco del Comune Vincenzo Capezzuto, il promotore del comitato “Libera Vivara” Tommaso Strudel , il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Emilio Borrelli, il Consigliere comunale Mariano Cascone ed il rappresentante dell
’associazione Vivara Onlus Roberto Gabriele.

Arrivati alle cancellate diverse centinaia di manifestanti hanno superato il piccolo blocco di Carabinieri e Corpo Forestale dello stato e hanno attraversato il ponte penetrando nell’isolotto: si sono vissuti attimi di tensione. “L’occupazione simbolica dell’isolotto – ha raccontato il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – è stato il primo atto pacifico di un popolo esasperato.

Vivara oramai è l’emblema della burocrazia italiana e della sua arroganza e incapacità di governare e prendere decisioni che sta uccidendo il mezzogiorno e l’Italia. Da anni decine di politici, funzionari e dirigenti di ogni ente si rimpallano le responsabilità e impediscono di fatto la soluzione del problema. Siamo arrivati al caso limite del Presidente della Provincia Luigi Cesaro che ha abolito l’assessorato ai Parchi e Aree Protette, da me guidato fino al 2009 nella precedente giunta che stava seguendo con determinazione proprio il caso Vivara, pur di non assumersi anche lui nessuna responsabilità”.
“Tra l’altro l’abbandono ed il degrado di Vivara – conclude Borrelli – potrebbe essere anche tra le cause dei continui guasti nella fornitura di acqua all’isola d’Ischia. Infatti la condotta sottomarina che ha arrecato enormi disagi nelle ultime settimane è proprio quella dell’isolotto chiuso da oltre 10 anni”.
Per la verità, tuttavia, all’orizzonte sembrano intravedersi nuovi spiragli per la riapertura dell’isolotto: negli ultimi giorni, infatti, prima l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Capezzuto, con una delibera di Giunta Municipale, ha avocato a sé le competenze sul ponte che collega Procida a Vivara, struttura che costituisce il punto di accesso naturale all’isolotto; poi sono arrivate le dichiarazioni del presidente dell’Albano Francescano, l’avvocato Mariano Cascone, che ha annunciato l’inizio dei lavori di messa in sicurezza di alcuni immobili risalenti al ‘700, il tutto unito alla presentazione da parte del comitato di Riserva presieduto da Maurizio Marinella, del Piano di Gestione. Che si sia vicini alla definitiva risoluzione delle tante problematiche aperte ? Speriamo.

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OGGI ALLE 10:30 LA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DAL COMITATO


Vivara "chiusa" da 11 anni, Procida in piazza


Da IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida - 24 giugno 2012


“Libera Vivara”: un nome, un programma. Oggi Procida alza la voce, sollecitando le istituzioni ad accelerare l'iter che dovrebbe portare alla riapertura dell'isolotto di Vivara, splendida oasi faunistica chiusa, a causa di un complesso intreccio burocratico, da oltre 10 anni. L'appuntamento è per stamattina alle 10:30, alla Chiaolella. E ad aderire alla manifestazione, promossa dal Comitato "Libera Vivara", ci saranno Legambiente Ischia, l'associazione Lerka Minerka, la Lipu, l'associazione Vivara Onlus, ma anche i Verdi Ecologisti. «Sì, saremo a Procida - ha dichiarato il commissario regionale Francesco Emilio Borrelli - per partecipare alla manifestazione organizzata dal coordinamento “Libera Vivara” per rendere fruibile l'isolotto di Vivara. Non è possibile che ancora oggi non sia possibile mettere piede sull' isolotto che è un bene naturalistico unico al mondo a causa di infinite pastoie burocratiche e conflitti di competenze tra vari enti preposti alla gestione dell'isola tra cui la Regione Campania ed il comitato di gestione nominato dal Ministero dell'Ambiente. Inoltre verificheremo anche lo stato dei lavori per riparare il guasto della condotta idrica sottomarina sempre di Vivara che ha causato problemi gravi per 1' erogazione di acqua all' isola d' Ischia nelle ultime settimane».

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IL GOLFO 31 Luglio 2010




viene riportato il nostro programma dei laboratori estivi a Procida


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Campo di volontariato a Procida, in Villa Scotto Pagliara


Da IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida 24 settembre 2008 di Roberto Gabriele



( 24-9-2008 Roberto Gabriele* ) Presso la sede dell’associazione Vivara, Procida-Villa Scotto Pagliara, è in corso di svolgimento un workcamp internazionale organizzato dalla cooperativa “Cantiere giovani” (www.cantieregiovani.org) in collaborazione con la nostra associazione. Dal 12 e fino al 26 settembre giovani volontari provenienti dalla Corea, Giappone, Francia, Germania, Ucraina, Slovenia, Stati Uniti, Messico, sono impegnati nella rivalutazione del nostro centro di documentazione e divulgazione sul patrimonio naturalistico, storico e archeologico della Riserva Naturale Statale di Vivara, in particolare per ciò che concerne la catalogazione dei testi della costituenda biblioteca, a carattere ecologico-naturalistico e protezionistico, che raccoglie pubblicazioni scientifiche, documentazioni, atti di convegni, rassegna stampa specializzata riguardante in vario modo l’isola di Vivara e i suoi aspetti, le piccole isole e il mare, nonché materiale didattico consultabile da studenti, insegnanti e ricercatori. L’associazione ha allestito presso la Villa Pagliara una mostra permanente sulla Riserva di Vivara, articolata nell’esposizione di pannelli esplicativi inerenti i vari aspetti che la caratterizzano, circa quattrocento specie di conchiglie dei nostri mari, riproduzione di reperti archeologici rinvenuti dalla missione archeologica sull’isola, collezione di insetti, rappresentazione di rettili tipici dell’isola, carte geologiche dei fondali di Vivara. Nel giardino della Villa, attrezzato anche a bird-garden, sono state privilegiate le specie autoctone e quelle della macchia mediterranea dell’isolotto di Vivara. I ragazzi, tutti molto entusiasti e motivati, stanno migliorando la nostra struttura, contribuendo non poco alla valorizzazione di questo piccolo giardino “incantato”, vera e propria oasi nel cuore di Procida che l’associazione Vivara intende ravvivare sempre più attraverso una serie d’iniziative culturali ed educativo-naturalistiche, queste ultime indirizzate soprattutto ai più giovani, e volte a suscitare un germe di una nuova sensibilità per il bello in natura. Giovedì pomeriggio, in Villa, la presentazione alle autorità del Comune e alla cittadinanza.
*Presidente Associazione Vivara Onlus


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Il neo presidente della Riserva Naturale Statale di Vivara è intervenuto alla manifestazione
svoltasi presso la Mostra d'Oltremare a Napoli
Maurizio Marinella a "Parchinmostra"


tratto da IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida 1 marzo 2006


( Roberto Gabriele ) Procida - Come ampiamente dibattuto sui giornali di qualche giorno fa, il noto imprenditore, designer di cravatte prestigiose, è stato nominato dal Ministro per l'Ambiente Altero Matteoli, presidente della Riserva Naturale Statale dell'Isola di Vivara, succedendo al Duca Amedeo d'Aosta dimissionario lo scorso dicembre. In effetti si è trattato di una "strana" nomina, come dichiarato anche da più parti, che non ha atteso una designazione tecnica. Abbiamo incontrato il neo presidente Marinella ch'è venuto a farci visita presso il nostro stand alla manifestazione "Parchinmostra", tenuta nei giorni 25 e 26 febbraio scorsi alla Mostra d'Oltremare di Napoli: un inizio che può lasciar ben sperare, un segnale positivo, se non altro in quanto mai era accaduto, finora, che un membro del Comitato di gestione della Riserva di Vivara, nella fattispecie il presidente, constatasse di persona l'impegno profuso ormai da anni dalla nostra associazione per far conoscere le bellezze dell'isolotto, ma anche per informare sullo stato di pressoché totale abbandono e degrado in cui versa questo gioiello del Mediterraneo; il cancello d'ingresso chiuso da molti anni, gli edifici ridotti a rovine e il vecchio ponte d'acquedotto che la collega a Procida e che consentiva d'arrivarvi facilmente, dichiarato inagibile. Si è discusso, tra l'altro, dell'importanza di provvedere a creare urgentemente un provvisorio piccolo molo ligneo amovibile, nell'attesa ch'esso venga riparato o - come altri vorrebbero - abbattuto e ricostruito con minore impatto ambientale, per permettere d'accedere almeno dal mare, e riprendere così la consuetudine delle visite guidate che tanto contribuiva a sviluppare in giovani e meno giovani un interesse per le tematiche naturalistiche. Abbiamo dunque chiacchierato a lungo col presidente, il quale, pur non avendo, com'egli stesso ha dichiarato, una competenza specifica in materia di conservazione della natura, sa di certo quale importanza rivesta l'isolotto nell'economia dell'ambiente mediterraneo per la conservazione e lo sviluppo su di esso della macchia un tempo diffusissima in tutta la zona flegrea, per esser meta fissa degli uccelli di passo, e per il ritrovamento di testimonianze della presenza micenea nell'area portate in luce dalle campagne archeologiche. Vivara, si è detto, si presenta come il sito ideale per farne un centro di ricerche e un campo d'educazione ambientale non riservato a gruppi privilegiati ed esclusivi, ma aperto in maniera disciplinata a tutti gli studiosi, gli amanti della natura e le scolaresche nel rispetto dei regolamenti e dell'ambiente. La nostra esperienza ci ha convinto che deleterio sarebbe un programma di gestione che prevedesse la trasformazione dell'intero territorio dell'isola solo in un asettico laboratorio scientifico. Auguriamo al neo presidente buon lavoro, confidando fortemente nel suo impegno, che possa promuovere e sostenere un progetto di tutela per Vivara che eviti in ogni maniera qualunque chiusura a chiave e che ne valorizzi la funzione sul territorio, permettendo all'isolotto di diventare uno dei grandi attrattori culturali nell'area flegrea. Questo impegno non può esser realizzato con efficacia, naturalmente, senza una forte caratterizzazione scientifica che dia garanzie di correttezza e serietà, per questo siamo certi che il Signor Marinella, il quale porta alto il nome di Napoli nel mondo, saprà accogliere i pareri e i suggerimenti che verranno dal mondo scientifico. Crediamo sia assolutamente necessario e urgente pensare al bene dell'isolotto, compiere i dovuti passi per ripristinare la fruibilità dell'isola, coinvolgere tutte le forze positive che negli anni passati si sono occupate fattivamente dell'isolotto. Non è più possibile perdere altro tempo. Vivara non può più attendere...
Da www.vivara.it


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Due articoli tratti da IL GOLFO 28 e 30 dicembre 2005

28/12/2005 PROCIDA.
CHIESTO IL CONGELAMENTO DELLE DIMISSIONI DEL DUCA D’AOSTA
Vivara, scritte sataniche nella villa padronale


DOMENICO AMBROSINO Procida. Vivara, un paradiso che rischia di precipitare all’inferno. Sulla facciata della villa padronale e sull’altare del 700, nella cappella interna alla struttura, i vandali hanno tracciato croci capovolte e scritte sataniche. È l’ultimo colpo inferto all’isolotto che non riesce a trovare soluzione all’abbandono e al degrado. Così, dopo le dimissioni dalla presidenza del comitato di gestione della riserva naturale presentate dal duca Amedeo di Savoia, l’associazione ambientalista Vivara, diretta da Roberto Gabriele, fissa per oggi sull’isola flegrea un incontro sulle prospettive di recupero dell’oasi naturalistica e di rilevanza storica. Interverranno l’assessore provinciale ai parchi Francesco Borrelli, il geologo Giovan Battista de Medici; Luigi Miraglia, presidente dell’Accademia Vivarium Novum, l’assessore comunale all’Ecologia Tommaso Strudel. Si discuterà della salvaguardia dell’isola ma anche delle dimissioni - per le quali è stato chiesto al ministero dell’Ambiente il «congelamento» - del duca d’Aosta dall’organismo che avrebbe dovuto gestire proprio la riapertura dell’isolotto interdetto ai visitatori, tranne che ai vandali. La maestosa villa del 1681 che è posta sull’isola collegata a Procida da un ponte ormai da tempo pericolante è ridotta a poco più di un rudere. Resiste solo il vecchio frantoio, con la macina gigante; le altre attrezzature per fare l’olio o per pestare l’uva sono accatastate e arrugginite; le vasche di raccolta, anch’esse maiolicate, sono malamente danneggiate. Del resto già la vicenda del ponte che collega Procida a Vivara la dice tutta sullo stato d’abbandono dell’isolotto. I lavori di riparazione della struttura, finanziati dalla Regione, non sono stati completati. Anche la casa del Caporale, il casotto posto all’ingresso dell’isolotto, versa in condizioni precarie. Per non parlare dello scavo miceneo che versa nel più completo abbandono: solo la copertura della zona, realizzata attraverso un progetto dell’Enea mai del tutto completato, ha evitato crolli e smottamenti. Ma lo stato d’incuria rischia di vanificare sforzi e missioni di studio costate già diversi milioni.


30-12-2005 PROCIDA

Riflessioni a margine del convegno promosso dall'associazione che prende il nome dall'isolotto
Vivara, le cose non dette


Pasquale Lubrano
| Procida - Il convegno organizzato dall'Associazione Vivara sul presente e sul futuro dell'isolotto è stato molto importante perché ha permesso di capire a chi, in buona fede, vuol capire. Il primo dato che va sottolineato è il sincero amore per questa terra di tanti ed è apparso evidente che se alcuni nel recente passato hanno assunto posizioni a rimorchio dell'assessore provinciale Borrelli, lo hanno fatto in buona fede credendo alle cose dette da quest'ultimo. Da parte sua l'Ass.Borrelli nel suo intervento al Convegno e sulla stampa ha continuato la sua personale battaglia a senso unico contro il Presidente della "Riserva" Duca Amedeo d'Aosta e, a quel che emerge, la tutela di Vivaro (diamo all'isolotto almeno il suo vero nome!) c'entra ben poco. Non è chiaro il comportamento dell'Assessore. Se lo fa perché non sa è grave per la carica che occupa. Se invece sa e finge di non sapere è grave altrettanto. In entrambi i casi più che il Duca a dimettersi da Presidente dovrebbe essere lui a dimettersi da assessore. L'assessore ha i canali giusti per attivare la grande stampa e così passano per verità quelle che sono ricostruzione dei fatti molto lontane dal vero. L'assessore non dice delle colpe ministeriali per un Decreto istitutivo confuso, impreciso, lontano dalla realtà giuridica di Vivaro; non precisa che la firma della Convenzione ed il finanziamento è avvenuta solo nel marzo scorso e non da tre anni. Non chiarisce che i fondi si trovano giacenti presso la Regione Campania e che finora Presidente e membri del Comitato di gestione della Riserva hanno operato a proprie spese per qualsiasi esigenza dell'Ente. Non prende in esame la fondamentale circostanza che l'isolotto è in possesso della Regione quale affittuaria da trent'anni, con contratto scaduto e non ancora rinnovato da due anni. Non richiama con forza le responsabilità di chi non interviene a sistemare il ponte di collegamento tra Procida e Vivaro, attualmente inagibile. Non rileva che sia il Comune che la Regione che dovevano provvedere a distaccare proprio personale presso la Riserva per il funzionamento, come da Decreto istitutivo, non l'hanno fatto e non sembrano intenzionati a farlo. L'Assessore finge di non sapere che le distruzioni di cose e strutture verificatisi, il lamentato bracconaggio e atti vandalici sono il frutto di mancata custodia che non può essere ascritta al Presidente della Riserva che non ne ha mai avuto la disponibilità ma alla Regione che da trent'anni ne detiene il possesso o, se si vuole riferirsi al Decreto istitutivo, dovrebbe essere compito del Corpo Forestale dello Stato. E si potrebbe continuare, volendo individuare responsabilità per rimuoverle e difendere e valorizzare il "tesoro" di Vivaro. Altro fatto inspiegabile nel comportamento dell'Assessore Borrelli è il perché ignora la circostanza, peraltro riportata dalla stampa non controllata dall'Assessore, che la Regione ha in corso il rinnovo del fitto dell'isolotto e che si accinge ad elaborare un Accordo di Programma con Provincia, Comune di Procida, Istituti Universitari e Scientifici, con Enti e quanti sono interessati. In tale ambito si potrebbe avere una convergenza di interessi positivi che ognuno avrebbe la possibilità di sviluppare all'interno del Piano di Gestione sotto il coordinamento del Comitato di Gestione della Riserva. Questa ci sembra una opportuna soluzione, pur con tutte le perplessità suscitate dalla trentennale gestione regionale, qualunque sia stato il colore politico dominante. Quanto al Presidente Amedeo d'Aosta, che non abbiamo il piacere di conoscere, non può essere preso come capro espiatorio di colpe non sue e bene ha fatto a rassegnare per protesta le dimissioni. Ha mostrato di essere una persona per bene, distinguendosi da tanti mestieranti che calcano la scena politica in Italia a tutti i livelli. Non si sa se gli attestati di stima lo faranno recedere dalla sua decisione, ma che resti o che venga nominato un altro nulla cambia se i soggetti interessati, dal Ministero fino al Comune di Procida non cambiano atteggiamento ed affrontino con correttezza il problema "Vivaro".


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Commenti positivi provengono dal mondo ambientalista e qualche voce fuori dal coro
definisce il Duca il capo espiatorio ed accusa i Politici di lassismo



Riserva di Vivara: il Duca di Aosta si è dimesso



Nelle ultime settimane le pressioni dell’associazionismo ambientalista e di questo giornale erano diventate enormi -
Molti già pensano al sostituto: Licia Colò



da Il Golfo - 19 dicembre 2005 Mauro Iovino Procida



La notizia delle dimissioni del Duca Amedeo di Aosta ha colto un po’ tutti di sorpresa, non tanto perché inattesa, quanto per il fatto che in Italia non c’è l’abitudine di ammettere i propri errori, di fare scelte decise e coraggiose quali sono quelle di dimissioni da un incarico, e si cerca sempre disperatamente di rimanere attaccati alla poltrona. Di una cosa diamo atto al Duca, quella di aver capito che doveva prendere questa decisione, metaforicamente “cambiare aria”, visto che a Vivara c’è stato davvero poche volte. Ora la parola torna ai Politici, in particolare al Ministro dell’Ambiente Matteoli ed al Presidente della Giunta Regionale Bassolino, i veri colpevoli dello sfascio in cui versa l’isolotto di Vivara, divenuto Riserva Naturale dello Stato nell’estate del 2002. La notizia comunque sta cavalcando di onda in onda, veloce sta giungendo a tutte quelle Associazioni che si sono prodigate negli ultimi mesi affinché a Vivara si cambiasse registro. Prime tra tutte il WWF Campania, la LIPU, l’Associazione “Vivara – Amici delle piccole isole -” e non ultimo il Gruppo Naturalistico Isola di Vivara. Ogni articolo, ogni intervento è stato adeguatamente messo in rete dai due siti che promuovono la difesa e le bellezze dell’isolotto di Vivara ed in qualche caso questi attacchi sono stati “recapitati” alla personale attenzione del Duca. Questo lo diciamo perché da un lancio Ansa abbiamo già constatato lo “sciacallaggio” che qualche pseudo ambientalista che alberga nelle stanze dei bottoni di Palazzo Matteotti – la sede della Provincia di Napoli, nda – vorrebbe fare, adducendo come causa delle dimissioni del Duca il proprio “impegno” che poi sarebbe consistito in una semplice nota al Ministro dell’Ambiente. Proprio perché da anni seguiamo le sorti della Riserva Naturale di Vivara – sin da quando l’iter istitutivo era nelle mani dell’ex Assessore Regionale Fulvio Vettosi – diamo spazio e voce ai veri autori di queste dimissioni. In primis la Presidente del WWF Campania, Ornella Capezzuto, che «esprime ampia soddisfazione per questo elemento di novità». Ricordiamo che il WWF alcuni mesi fa – ben prima dell’autore del lancio ANSA, nda - sottoscrisse una circostanziata nota al Ministro dell’Ambiente chiedendo addirittura la destituzione del Presidente della Riserva, il Duca Di Aosta. «Ora il nostro pensiero – continua Capezzuto – va al futuro della Gestione della Riserva affinché i princìpi di conservazione e di promozione di Vivara trovino una giusta soluzione». Chiediamo subito alla Presidente Regionale del WWF che ne pensa dell’idea che sta circolando in queste ore e cioè di affidare la Presidenza della Riserva ad un nome che nel mondo dei “media” è molto forte ed affermato e così anche nel mondo Ambientalista: Licia Colò. La risposta di Capezzuto arriva in un attimo: «Ottima idea! Licia Colò è un ottimo nome ed un’ottima persona, il WWF non avrebbe alcuna remora sulla sua eventuale nomina». Altra dichiarazione che abbiamo registrato a caldo, quella della LIPU di Procida. Se ne assume l’onère Costantino D’Antonio che afferma: «Era ora! Permettetemi un po’ di storia. La notizia della nomina del Duca mi arrivò a settembre 2002 durante la Festa Popolare, a Procida. Stavo tenendo un tavolo sull’ambientalismo a Procida e sulla gestione dell’isolotto di Vivara che sarebbe potuto diventare un perla del turismo procidano. A caldo commentai indignato della nomina che aveva nel curriculum la passione per le piante grasse. Dopo un anno e mezzo di vuoto e disinteresse, mandai nell’estate del 2004 una prima lettera al Duca chiedendogli di mettersi da parte. La lettera, alquanto dura, provocò una giusta reazione: il Duca mi telefonò diverse volte, poi venne a Procida e a novembre dello stesso anno convocò le associazioni ambientaliste campane per creare una sorta di consorzio, che non ha mai preso l’avvio. Poi di nuovo il vuoto ed il disinteresse anche da parte delle istituzioni locali. E due mesi fa si è mossa la società civile, con la richiesta delle dimissioni da parte del WWF, della LIPU, dell’Associazione Vivara e del Gruppo Naturalistico Isola di Vivara. Ora che il Presidente si è dimesso, quale scenario? Temo in un’altra nomina politica di qualcun che non ha niente a che fare con l’ambientalismo o, peggio, che reputa necessario la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Comunque, contrariamente alle stelle croniniane, noi non staremo a guardare!» Ultima ma non meno importante la dichiarazione del giovane Davide Zeccolella, che ha avuto l’idea di pensare al nome di Licia Colò. Ebbene Zeccolella, a nome dell’Associazione Vivara dichiara: «accogliamo con vera gioia la notizia. Purtroppo dopo tre anni dall'istituzione della Riserva per Vivara non è stato fatto nulla, ci aspettavamo dal Duca un serio e costante impegno per far "risorgere" il piccolo isolotto, cosa che non è avvenuta. Allo stesso tempo non addossiamo l'intera responsabilità al Duca, molte volte è stato usato come parafulmine e pur avendo le sue colpe non dimentichiamo che attorno a Vivara ruotano molti enti sia pubblici sia privati, molte volte il Duca si è trovato impossibilitato ad agire proprio perchè a livello locale istituzioni e politici remavano nel verso opposto restando inadempienti e rispondendo con una spudorata strafottenza alle sollecitazioni e alle denunce che provenivano dalle associazioni ambientaliste». Ovvio il riferimento di Zeccolella che non dice a chi si riferisce, ma lo affermiamo noi: non dimentichiamo il ruolo dell'ente proprietario, storicamente mai interessato alle sorti di Vivara, dalla quale sostanzialmente vuole trarre solo profitti economici. «Allo stato attuale – continua l’esponente dell’Associazione “Vivara” - continuano a dire che bisogna intervenire con urgenza, non interessa chi sostituirà il Duca, piuttosto speriamo in un nuovo Presidente degno di ricoprire tale ruolo che prima di tutto metta al lavoro il comitato di gestione e che sia costantemente al lavoro sul territorio. Insomma ci vuole una persona che lavori a tempo pieno per il bene dell'isolotto e questo lo può fare solo chi di Natura ne capisce almeno il significato. Ciò che più si teme è una nuova situazione di stallo e di incertezze che farà perdurare questo stato di ormai ultradecennale abbandono». Ora la parola passa al Ministro.


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Sos del comitato per Vivara: «Il duca resti»

17/12/2005 tratto dal quotidiano IL GOLFO


DOMENICO AMBROSINO Procida. «Respingeremo le dimissioni di Amedeo d'Aosta dalla presidenza della Riserva naturalistica di Vivara», l'ingegnere Giuseppe Rosato, membro del comitato della riserva, quale rappresentante dell'ente Albano Francescano, proprietario dell'isolotto, difende a spada tratta l'operato del Duca. «È una persona di grande qualità che si è spesa con vigore per approdare ad una soluzione che facesse decollare un progetto per la valorizzazione dell'isolotto. Il piano di un fitto dell'isolotto, con una gestione che coinvolgesse una serie di soggetti istituzionali - Ministero, Regione, Provincia, Comune - insieme con altri di carattere culturale e scientifico - le università Federico II, Suor'Orsola Benincasa, Orientale, Parthenope, stazione zoologica Dohrn è arrivato a buon punto specie per merito suo. La decisione di voler lasciare significa forse una certa stanchezza per i numerosi strattonamenti che ha ricevuto la sua giacchetta. Noi gli chiederemo di ripensarci». Il sindaco di Procida Gerardo Lubrano è più pragmatico. «Ci dispiace se il DUCA d'Aosta lascia. Ma la cosa più importante resta la valorizzazione di Vivara, con una sua apertura organizzata alla gente. Riceviamo continue richieste di visite». Una certa soddisfazione, invece, traspare dalle parole di Roberto Gabriele, presidente dell'associazione ambientalista Vivara: «Se l'uscita di scena di Amedeo d'Aosta significa salvare l’isolotto, gli diciamo grazie per il suo gesto».


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Durissimo intervento dell’Associazione Vivara – Amici delle piccole isole -

«Vivara è un monumento alla Vita e non l’isola del Male!»

L’Associazione procidana si unisce al WWf Campania ed alla Lipu di Procida e 
 chiede a gran voce un intervento risolutivo

di Mauro Iovino tratto dal quotidiano "Il Golfo" Procida 15 Dicembre 2005


Continua la polemica sullo stato di abbandono e di latitanza delle istituzioni nazionali e degli enti locali sull’argomento «Vivara». Da Procida ci giungono ulteriori interventi e sollecitazioni che vanno nella direzione di sbloccare una situazione di paralisi che certamente non fa bene al meraviglioso isolotto. Nella sfortuna di aver trovato un Ministro dell’Ambiente poco sensibile alle tematiche ambientali che ha nominato Presidente dell’ente di gestione il Duca Amedeo D’Aosta – con tutti gli ambientalisti che ci sono in Campania, ma soprattutto nella stessa Procida – e con un Presidente della Giunta Regionale qual è Antonio Bassolino che rimane inerte e, colpevolmente, trattiene a sé la titolarità della gestione territoriale, la fortuna di quel pezzetto di territorio è di avere numerosi ambientalisti attivi che si stanno adoperando al massimo per risolvere i problemi.

«Con infinita amarezza seguiamo inermi quanto sta accadendo sull’isola di Vivara ormai da troppi, lunghissimi, interminabili, anni – ha dichiarato il dott. Roberto Gabriele, responsabile dell’Associazione Vivara – Amici delle piccole isole - . Gli ultimi episodi di vandalismo, gravissimi, segnalati qualche giorno fa proprio dalle pagine di questo giornale hanno destato non poco scandalo: presunti riti satanici, distruzione e degrado di tutto quanto rimanga ancora in piedi di quella che fu un tempo una meravigliosa villa seicentesca, bracconieri che continuano ad ignorare lo status di Riserva naturale, saccheggiatori di vario titolo… È questa purtroppo la vergognosa situazione in cui versa l’isolotto nonostante le tante promesse o fasulle intenzioni di promuovere attività di ricerca, di turismo culturale, ma soprattutto di restituire questo ameno lembo di terra alla fruizione della collettività, nel rispetto dei regolamenti e del territorio.

La coscienza e il buon senso ci impongono a chiedere con forza BASTA all’abbandono più totale!» Così ha esordito Gabriele, responsabile dell’Associazione che porta proprio il nome di Vivara, in merito alle notizie degli ultimi fatti di distruzione avvenuti a danno degli storici edifici della piccola isola. L’Associazione procidana nata nel 1997 per valorizzare e diffondere la cultura e le straordinarie bellezze delle piccole isole del Mediterraneo, ha una storia che si intreccia saldamente con Vivara in quanto molti dei suoi soci hanno vissuto per anni proprio lassù, condividendo l’opera del compianto professore Punzo, l’ultimo custode dell’isola. In effetti furono anni felicissimi e lo dimostra il confronto tra i ricordi che abbiamo di quegli anni dal 1977 al ’93 e le raccapriccianti e lugubri immagini della distruzione che ci giungono oggi.

«Da troppo tempo Vivara viene negata alla gente, ai procidani e a quanti vorrebbero ammirare il suo concentrato di straordinarie ricchezze» incalza Roberto Gabriele «quelle immagini dell’antico altare distrutto e imbrattato da gravissime scritte fanno male a chi ha nei ricordi un’altra Vivara e danno pienamente l’idea del livello di degrado in cui si trova l’isolotto, sottratto alla fruizione dei civili cittadini ma nello stesso tempo esposto alle losche mire di vandali e squilibrati. I presunti riti satanici compiuti su un’isola che non ha nulla a che fare con certe orrende manifestazioni dell’animo umano ci sembrano un sacrilegio: Vivara è un monumento alla Vita e non l’isola del Male! Quello che dovrebbe essere un luogo eletto per educare all’amore e al rispetto incondizionato per la Natura è diventato a malincuore in questi anni di incuria un territorio abbandonato a se stesso come terra di nessuno in cui il malcostume e l’illegalità la fanno da padrone. Abbiamo veramente toccato il fondo, il massimo dell’indecenza, è ora di intervenire seriamente e con urgenza. Basta con i continui rinvii decisionali da un ente all’altro, basta con la totale assenza del Ministero dell’Ambiente, della Regione e delle Istituzioni procidane, è tempo di agire seriamente!»

Dalle fila dell’Associazione interviene anche Davide Zeccolella – giovanissimo ambientalista isolano che in pochissimo tempo si sta facendo onore per il suo impegno, nda - offrendoci un quadro rassicurante sullo stato di salute di flora e fauna dell’isolotto: «Vivara vive una condizione di eccezionale naturalità, la macchia mediterranea ha ormai ricolonizzato le zone che un tempo erano destinate alla coltura della vite e dell’olivo. Prospera quindi la flora spontanea che ricopre fittamente l'isolotto facendolo apparire dall'alto come una verdeggiante mezzaluna coricata sul mare e di conseguenza anche la fauna dagli insetti agli uccelli sembra apprezzare questo stato di cose "selvaggio" con il censimento di nuove specie o un aumento delle popolazioni di quelle già segnalate e dimoranti. L'abbandono sembra giovare alla Natura ma sta portando alla distruzione degli edifici storici e ad una incontrollata “gestione” da parte di vandali e bracconieri. Il vero grande obiettivo è quello di tutelare al meglio questo delicato e allo stesso tempo straordinario ambiente insulare (comprese le sue memorie storiche) rimasto miracolosamente al riparo dalla pioggia di cemento che negli ultimi decenni si è abbattuta copiosa lungo le coste della Campania. Oggi, a quanto pare, questa tutela non esiste…o meglio…esiste solo sulle carte!. Per fine dicembre presso la sede della nostra Associazione, Villa Pagliara a Procida in via Marcello Scotti ci sarà un incontro – dibattito per Vivara. In attesa di stabilire una data certa (che sarà comunicata sul sito www.vivara.it) invitiamo fin da ora quanti hanno a cuore il piccolo isolotto ad intervenire» ha così concluso Davide Zeccolella [Gruppo Naturalistico Isola di Vivara].


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Per il solstizio d'estate
"LE ISOLE SI ACCENDONO"

Sergio Zazzera - Procida - tratto dal IL GOLFO 22 giugno 2005


Secondo una tradizione, instaurata ormai da qualche anno (un'altra, dunque), per celebrare il solstizio d'estate, il 21 giugno, "Le isole si accendono" e, fra esse, anche Procida, insieme con Ischia, San Martino, San Pietro, la Sicilia e, perfino, Capo Verde: alle 21 precise, nel giardino di palazzo Pagliara, Vito Cuppone, presidente dell'associazione "Vivara", ha simbolicamente acceso la candela, contemporaneamente ai suoi colleghi presenti nelle altre località, dando il via alla manifestazione della serata, vivace contenitore di parole e musica.
Di parole: quelle dei versi (fra gli altri, e mi scuso con coloro che non sono qui menzionati) di Clelia Ambrosino, Giulio Badalucci,, Myriam Narpeto, Roberta Scotti Galletta e Antobio Sorrentino, che sono stati letti dagli autori, ma anche da Stefania Balacco, Francesca Borgogna, Pablo Cossu, Enrica Cozzolino, Nicola Lamonica, Antonella Monaco, Lucia Strudel, Rino Vacca e Brigida Ventimiglia.
Di Musica: quella del coro di San Leonardo (diretto dal m° Aldo De Vero, con le voci soliste di Graziella Scotto di Vettimo e di Micaela Barbiero) e quella delle Pleiadi (dirette dal m° Michele Costagliola). Nè hanno mancato di farsi apprezzare gl'interventi dello scrittore Pasquale Lubrano, il quale s'è soffermato sui momenti procidani del sodalizio letterario fra la scrittrice francese Juliette Bertrand e il poeta Marino Moretti, e di Annalisa Coppola, la quale ha rievocato gli aspetti d'una Procida d'altri tempi.
Al termine della manifestazione - patrocinata, insieme con l'associazione "Vivara", anche dalla sezione procidana della C.G.I.L. e dall'associazione "I.S.A. da Procida" -, dalla terrazza sul mare, sulla quale si svolgeva il ricevimento offerto agli ospiti, è stata lanciata nelle acque della Chiaja una bottiglia, contenente un messaggio dei partecipanti alla serata.


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Memorie vivaresi in mostra a villa Pagliara
"Mirabilia Maris Nostri"

Sergio Zazzera - Procida - Tratto dal quotidiano IL GOLFO del 18 maggio 2005



Proprio come l'ammalato, il quale muore, mentre il medico studia, l'isola di Vivaro langue - a quanto ne so-, mentre qua e là si va alla ricerca d'una soluzione per il suo futuro; e dire che l'Unione Trifoglio, fondata dal compianto, mitico Giorgio Punzo, se n'era presa cura, con l'impegno lodevole, prima del mai troppo deprecato allontanamento.
Nata da una costola di quel sodalizio, opera, ormai, da più di qualche anno, a Procida, l'associazione Vivara, che raccoglie nuove personalità di giovani amanti della natura, intorno alle figure "storiche" del "Trifoglio", con l'obiettivo - ambizioso, ma significativo - d'estendere la propria attenzione a tutte le piccole isole d'Italia. Presa, dunque, sede nella storica villa Pagliara, in via Marcello Scotti, donata da quella famiglia armatoriale ai padri Domenicani di Madonna dell'Arco, l'associazione, che ha operato, finora, in un laborioso silenzio, interrotto, di quando in quando, dalla pubblicazione del periodico "Alicudi", s'è affacciata alla ribalta, per la prima volta, in maniera ufficiale, con la mostra "Mirabilia Maris Nostri", che costituisce un gradito recupero dei materiali ch'era possibile ammirare su Vivaro, arricchiti da nuove acquisizioni, fra le quali cito, per la cura della realizzazione, le riproduzioni di suppellettili fittili provenienti dagli scavi eseguiti su quell'isola.
Tornano, dunque, a mostrarsi al pubblico le conchiglie, le farfalle e gli altri insetti, i rettili, i minerali, in un allestimento che ricorda molto da vicino quello realizzato nel palazzo del Duca di Bovino e nella cornice costituita da una serie di pannelli introduttivi, che forniscono un quadro, sostanzialmente completo, di quanto può essere utile per la conoscenza di quel gioiello ch'è Vivaro; e, se la locandina pubblicitaria della mostra limita al 15 e al 16 maggio la segnalazione della possibilità di visitare l'esposizione, Vito Cuppone, presidente dell'associazione, mi dice che, in realtà, è previsto che tale possibilità rimanga estesa fino a tutto il mese di giugno, in attesa di poter rendere la mostra permanente. L'orario d'apertura va dalle ore 10 alle 22; c'è, dunque, ampia possibilità di scelta del momento per visitarla; cosa che auspico che tutti vorranno fare.


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Il 21 dicembre l'Associazione Vivara organizza una manifestazione dedicata alla fotografia


Le isole in mostra


PROCIDA 27-11-2004    IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida

Procida - Nell'ambito dell'iniziativa "Le quattro stagioni di Vivara", che associa un evento artistico (fotografia, musica, poesia e teatro) a ciascuno ingresso di stagione, il prossimo 21 dicembre l'Associazione Vivara organizza la manifestazione "Le isole in mostra" dedicata alla fotografia. Il giorno dell'ingresso della stagione invernale, le isole esprimeranno il loro fascino attraverso le fotografie. La manifestazione sarà articolata in una mostra sul tema "L'isola del tesoro" ovvero tutto ciò (monumenti, chiese, opere d'arte, siti archeologici e ambientali, scorci di panorama, particolarità locali ecc.) che si ritiene possa rappresentare un "tesoro" della propria isola. Le associazioni e i gruppi locali potranno farsi promotori dell'evento sulla propria isola. Sono invitati a partecipare alle mostre sia i fotografi professionisti che quelli amatoriali. La mostra sarà allestita il 21 dicembre su ciascuna isola che avrà aderito e i visitatori potranno esprimere un voto sulle opere esposte con l'obbiettivo di individuare le tre foto più belle che saranno oggetto di un'unica mostra itinerante ospitata a turno in tutte le località che avranno aderito. Altre notizie sono reperibili sul sito www.vivara.it


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Articoli tratti da IL GOLFO
sulla questione delle riprese cinematografiche del film "Fuoco su di me"


30/10/2004


Procida. Alberi abbattuti abusivamente, nell’oasi protetta di Vivara, la riserva naturale dello Stato istituita nel settembre 2002. Il taglio delle piante sarebbe servito per girare le scene di un film ispirato al romanzo ”Graziella”. Sarebbe accaduto nei giorni scorsi, secondo quanto ha scritto l’associazione ambientalistica denominata appunto ”Vivara”, attraverso il proprio presidente, Roberto Gabriele, in una nota inviata ieri all’assessore provinciale ai Parchi, Francesco Borrelli. Durante le riprese, i cineasti, dei quali non si hanno però notizie precise, «avrebbero abbattuto alcuni alberi, attraversato un ponte inagibile, scaricandovi - si legge nella denuncia - materiale vario, e percorso il sentiero dell’isolotto con una moto a quattro ruote». Questa storia non sarebbe piaciuta all’autore di "Graziella", Alphonse de Lamartine, scrittore francese che arrivò nel Golfo di Napoli a soli 21 anni, nel 1881, e incontrò una tenera fanciulla isolana. E non piace, il ”fuori copione” con risvolti poco naturalistici, all’assessore Borrelli. «Quanto denunciato dall’associazione - spiega Borrelli - è incredibile, perché sull’isola di Vivara non è consentita ai normali cittadini neppure una innocente passeggiata. Evidentemente la legge non è uguale per tutti. È necessario un impegno forte per valorizzare questa perla nel golfo di Napoli. Chiederò un incontro al duca Amedeo d’Aosta (presidente dell’ente gestore della riserva, ndr) per trovare una strategia operativa». L’assessore all’Ambiente del Comune di Procida, Salvatore Costagliola, sottolinea che «la Regione è responsabile dei permessi per attraversare il ponte, che rientra nel patrimonio regionale ex Casmez. Un ponte lasciato in un incredibile degrado, nonostante le ripetute sollecitazioni. Se c’è stata una violazione ambientale, questa non è stata certo autorizzata e, dunque, c’è da chiedersi: chi controlla l’isola di Vivara?». c.cen. (Ciro Cenatiempo)

31/10/2004

LA POLEMICA CON GLI AMBIENTALISTI
Vivara, si difende la troupe sott’accusa: non abbiamo toccato neppure un filo d’erba


DOMENICO AMBROSINO Procida. «Non abbiamo toccato un filo d'erba. Non abbiamo arrecato il benché minimo danno all'inestimabile patrimonio ambientale di Vivara. La Regione, nel rilasciarci il permesso di accesso all'isolotto, ci aveva raccomandato la massima cautela». Domenico Scotto, il location manager procidano del film «Fuoco su di me» di Lamberto Lambertini, di cui alcune scene, nei giorni scorsi, sono state girate a Vivara, replica indignato all'accusa mossa alla troupe di aver danneggiato alcuni alberi sull'isolotto. Del resto, lo stesso Roberto Gabriele, presidente dell'Associazione «Vivara» che aveva denunciato la situazione all'assessore provinciale Francesco Borrelli, ridimensiona la portata del suo intervento. «Avevamo raccolto voci preoccupate alla Chiaiolella. Siamo i primi ad essere contenti che Vivara non abbia subìto danni. Però continuiamo a non capire perché alcuni possono accedervi e altri no. A noi sta a cuore una valorizzazione piena dell'isolotto. Vivara è un bene dell'umanità». Le polemiche hanno avuto il merito di riportare agli onori della cronaca una questione che si trascina da tempo. A due anni dell'istituzione di Vivara quale «riserva naturale statale» (il decreto ministeriale è del 24 giugno 2002), con la nomina del relativo comitato di gestione, presieduto dal duca Amedeo D'Aosta, l'isola resta chiusa e abbandonata. Il nodo da sciogliere sta nel fatto che Vivara è proprietà privata. Appartiene all'ospedale Albano Francescano, un'ente che provvede all'assistenza e alla cura dei cittadini poveri e soli di Procida. Per cui nessun progetto o programma di valorizzazione e sviluppo potrà partire se prima non si trova una soluzione che garantisca la disponibilità a poter operare sul suo splendido territorio incontaminato. Tre ettari ricoperti da macchia mediterranea, con 800 biotopi floristici censiti (di recente son tornate a fiorire la «cimicina» e la «serapide», due tipi di orchidee rarissime), centinaia di uccelli da passo e stanziali, inanellati dall'équipe del professore Giorgio Punzo, per anni guardiano volontario dell'isolotto, la presenza di testimonianze micenee, con reperti e capanne dell'età del bronzo. Scaduto il 18 aprile scorso il contratto di fitto da parte della Regione Campania, i cui proventi (circa un miliardo di vecchie lire per nove anni) hanno garantito l'assistenza agli anziani poveri di Procida, ora si aspetta l'intervento dello Stato. La questione sarà affrontata il 9 novembre prossimo presso il Ministero dell'Ambiente. Amedeo d'Aosta si sta impegnando al massimo per giungere alla firma della convenzione.


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Una recente pubblicazione dell'Associazione Vivara"


"Vivara. L'isola della luce"


di Sergio Zazzera tratto dal quotidiano IL GOLFO del 24 aprile 2003



Non sono più tornato su Vivaro, dopo il trasferimento altrove dell'associazione naturalistica "Il Trifoglio": la descrizione del suo desolante stato di abbandono, che me n'è stata fatta da qualche amico che c'è stato, m'ha spinto ad astenermi. Evidentemente, quel "mal di Vivaro", del quale avevo parlato, diversi anni addietro, da altre pagine, incontra un limite, pressochè invalicabile, nella mia intolleranza della sofferenza - delle cose, al pari degli uomini -.
"Quella" Vivaro, però, s'è snodata davanti agli occhi della mia mente, mentre sfogliavo una preziosità, che ha costituito, per me, il regalo di Pasqua di Roberto Gabriele e Maurizio Parmiciano, vale a dire, il volumetto: "Vivara. L'isola della luce", edito dall'Accademia "Vivarium Novum" (Montella 2003, p.72 € 10,00). Le "mani" che gli hanno dato vita sono quelle degli artefici del "periodo d'oro" dell'isoletta, da Giorgio Punzo ("cuius nomini nullum par elogium"), a quelli di Vito Antonio Cuppone, Roberto Gabriele, Anna e Carmela Maffia, Maurizio Parmiciano, Costantino D'Antonio, Giuseppe Fasulo, Pellegrino Fimiani, Maurizio Fraissinet e - "last but not least" - Luigi Miraglia. Gli aspetti che il volume percorre, sia pure "a volo d'uccello", per la tirannia dello spazio, sono quelli della storia, della geologia, del clima, della flora e della fauna - in tutte le loro manifestazioni -, delle coste e dei fondali, cui fa seguito una rassegna delle ricerche, archeologiche e naturalisgtiche (ornitologiche, entomologiche, malacologiche, mammologiche, fitologiche e artropodologiche), condotte su Vivaro, che offrono un quadro quanto mai eloquente delle potenzialità di studio che l'isoletta presenta, a trecentosessanta gradi. Particolarmente struggente è il ricchissimo apparato iconografico - cui hanno contribuio, oltre a D'Antonio, Fimiani, Gabriele e Parmiciano, anche Antonio Chiaese, Vincenzo Stabile e ICR Mare -, che cristallizza, in maniera particolarmente eloquente, l'immagine dell'isola nel suo periodo di massimo splendore. L'essenzialità del ragguaglio di bibliografia, infine, si fa apprezzare per la pratermissione del non poco superfluo apparso, nel corso del tempo, sull'argomento.


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Sergio Zazzera tratto dal quotidiano IL GOLFO del 18 agosto 2001



Manco da Vivaro da poco meno di dieci anni; da quando, cioè, l'"Unione Trifoglio" che vi svolgeva la propria attività, assicurandone anche la custodia, n'è stata estromessa: la descrizione delle condizioni nelle quali l'isola -"topos" della macchia mediterranea - versa, che alcuni amici me ne hanno fatto, mi ha sempre trattenuto da tornarvi. Negli ultimi tempi, poi, avevo appreso che, anche se avessi voluto riprendere quella consuetudine, non avrei potuto farlo, a causa della situazione di pericolo in cui versa il ponte di collegamento con Santa Margherita, fra lastroni lesionati e ringhiere parzialmente asportate, che ha determinato una forma d'interdizione, benché di mero fatto, dell'accesso, poiché, se l'autorità marittima ha vietato il passaggio al di sotto del ponte (ma mi sembra che un divieto del genere sia sempre esistito) viceversa, da nessuna parte è dato evincere un'analoga proibizione d'attraversamento della superficie calpestabile.
Il recente getto d'un "ponte tibetano" m'aveva lasciato ben sperare ("si licet"); poi, però, ho potuto rilevare essersi trattato soltanto d'uno spreco di mezzi economici, finalizzato al magro risultato d'un ingresso nel "Guinnes dei primati".
Ora apprendo dell'iniziativa dell'
associazione "Vivara" - amici delle piccole isole", d'una sottoscrizione pubblica per sollecitare le competenti autorità a ripristinare le condizioni d'accesso all'isoletta. La raccolta d'adesioni, che si svolge in numerosi esercizi commerciali procidani, è accompagnata da un documento che, ripercorrendo la storia dell'ultimo anno, conclude con la seguente affermazione: "Crediamo si assolutamente necessario avviare un serio piano di valorizzazione dell'oasi naturalistica dell'isolotto di Vivara, perchè essa diventi un centro irradiante di educazione ambientale e di ricerca per i ragazzi delle scuole e per gli studiosi italiani e stranieri. Un tale programma, non solo favorirebbe la possibilità di godere, in maniera controllata, delle bellezze dell'isola da parte dei turisti, oltre che dalla popolazione procidana, ma sviluppando ben oltre i limiti della stagione estiva attività di turismo culturale e ambientale, servirebbe a render compatibile l'idea di Parco Naturale moderno con quella dell'eco-sviluppo durevole e sostenibile. Di conseguenza, noi dell'associazione "Vivara -amici delle piccole isole", riteniamo urgentissima e indispensabile la riparazione del ponte e, innanzitutto, della sua ringhiera, che sta letteralmente cadendo a pezzi mettendo a rischio, in questo periodo di maggiore affluenza, l'incolumità dei bagnanti".
Ho firmato - che altro avrei dovuto fare? - e ho fatto mia la conclusione del documento: "Ma quanto tempo ancora dovremo attendere per visitare Vivara?".


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Un progetto dell'associazione "Vivara - amici delle piccole isole"


"LA REUNION"


IL GOLFO 17 Agosto 2000 di Sergio Zazzera


PROCIDA. Sono note a tutti le difficoltà d'accesso all'isola di Vivaro, scaduto il primo contratto d'affitto alla Regione Campania ne fu allontanata l'Unione Trifoglio: di recente, qualcuno s'è sentito chiedere, perfino, ottomila lire a persona per un ingresso, definito "semilegale" da accompagnatori probabilmente improvvisati e abusivi.
Viceversa un progetto di rivitalizzazione bilanciata di tutti gli interessi attuabili sull'isola è stato messo a punto dall'
associazione "Vivara - amici delle piccole isole", fondata, nel 1997, nell'ambito dell'esercizio del volontariato, ai sensi della legge 11.3.1991 n. 266, e presieduta dal dr. Roberto Gabriele.
Gli obiettivi perseguiti dall'associazione hanno, i realtà, un raggio ben più vasto, poiché l'oggetto della sua azione è costituito dal "patrimonio nazionale isola" - vale a dire, da tutte le isole minori d'Italia, relativamente al quale l'intento è quello di favorire la diffusione della "cultura del mare" anche attraverso attività educative di carattere naturalistico, culturale e sportivo, destinate sopratutto ai più giovani.
Il programma principale dell'associazione prende il nome di "La Reunion" - lo stesso dell'isola delle Mascarene - e prevede il coordinamento, da parte del Comune di Procida, delle esigenze turistiche, scientifiche e naturalistiche che ruotano intorno all'isola di Vivaro affidate alla gestione d'entità di volontariato attraverso la suddivisione del territorio della piccola isola in un settore da destinare a parco pubblico e un altro da riservare agli studiosi.
L'informazione sulle attività dell'associazione è affidata al periodico "Ali Cudi", che i procidani trovano, in distribuzione
gratuita, a ogni uscita negli esercizi commerciali dell'isola al pari dei lettori di tutte le altre isole minori italiane.
Ulteriori notizie possono essere richieste all'indirizzo dell'associazione, via S. Teresa degli Scalzi 156-d 80135 Napoli.


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