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IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Storia: le vicende dell'associazione > Rassegna Stampa

Dopo 11 anni nella Riserva visitatori guidati da volontari e Protezione civile

Procida, l'isola di Vivara riapre al pubblico

Il Corriere del Mezzogiorno - 29 Marzo 2013 - di Violetta Luongo



Dopo undici anni di attesa, l'isolotto di Vivara riapre al pubblico. Riserva naturale dal 2002, lungaggini burocratiche ne hanno sempre impedito il libero accesso. Un protocollo d'intesa ha siglato i termini della riapertura a cominciare dal fine settimana pasquale del 30, 31 marzo e 1 aprile. «Per la tre giorni sono già giunte 200 prenotazioni per visitare l'oasi naturalistica - spiega il sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto - gli ospiti, in gruppi di 30 persone, saranno guidati da volontari e dalla Protezione civile. Appena messi in sicurezza i due sentieri principali, Vivara sarà definitivamente accessibile, sempre previa autorizzazione».
L'isolotto, un fazzoletto di terra di soli tre chilometri, di fronte alla spiaggia della Chiaiolella, è collegato a Procida da un ponte che per anni è stato inagibile. «La nostra priorità - chiarisce Maurizio Marinella, presidente della riserva statale Isola di Vivara - è far vivere e conoscere il luogo soprattutto ai procidani. Organizzeremo visite guidate e controllate per scolaresche, gruppi scientifici e turisti». Una risorsa paesaggistica unica nel suo genere. Dall'aspetto a mezzaluna, è la porzione occidentale di una antica bocca vulcanica, uno dei sette crateri di Procida, emersa dal mare circa 40mila anni fa. Racchiude al suo interno il "golfo di Genito". I recenti scavi archeologici hanno messo in luce una presenza umana risalente all'età del bronzo; dopo questa testimonianza, manca qualsiasi notizia storica fino al 1600, salvo il ritrovamento di alcune tegole di un tempio arcaico ascrivibile al VI sec. A.C. «Un traguardo raggiunto per noi che ci battiamo da anni per la restituzione di questo patrimonio naturale - sottolinea
Maurizio Parmiciano di Vivara Onlus. - Certo è un primo passo, la riserva necessita di tutela e manutenzione a partire da due edifici in pessimo stato».
L'isolotto, di proprietà privata di un ente morale dal 1940, la Fondazione Albano Francescano, è un polmone verde di macchia mediterranea, in gran parte costituito da leccio, mirto e corbezzolo. Densissima è anche la presenza di varie specie animali, dagli uccelli agli insetti, da sempre oggetto di studio di appassionati e ricercatori. «In cantiere ci sono tanti progetti didattici di educazione ambientale e di divulgazione scientifica e culturale - conclude Marinella -. Creeremo inoltre un centro di accoglienza e di ristoro per i turisti. Per ora l'ingresso è gratuito, in futuro si prevede un minimo di pagamento finalizzato al mantenimento della Fondazione proprietaria che assiste anziani e poveri». Sul nuovo sito della riserva www.isolavivara.it è possibile compilare un modulo per richiedere la visita oppure telefonare al numero 081 8109259 del Comune di Procida.


articolo on line



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Il Carnevale del Gridas diventa modello in Campania.
E Procida si organizza


da il Corriere del Mezzogiorno > napoli > Cultura > Valeria Catalano 08 febbraio 2013


Nell'isola di Arturo parata e carri come a Scampia



NAPOLI - Il carnevale in stile «Gridas» fa scuola. In modalità e intenti. E da Scampia sbarca — oltre che in numerose zone della città di Napoli — pure sulla «Terra al di qua del mare». Procida. Ma procediamo con ordine. Come ogni anno, a partire dal 1983, Scampia avrà il suo carnevale di quartiere. Il trentunesimo. Il 10 febbraio, cittadini, carri di cartapesta e artisti, sfileranno nell'area Nord di Napoli sul tema «Rifiuti e malgoverno». Titolo della parata 2013: «Stort' o muort, orti urbani e torti inurbani».
«Il riferimento», spiega Mirella La Magna, tra i curatori dell'evento, «è da un lato all'esperienza positiva degli orti e della cittadinanza attiva, che ha portato al recupero e riutilizzo di aree degradate e abbandonate». «E dall'altro», continua, «ai rifiuti tossici, con cui intendiamo non solo le sostanze che hanno inquinato le nostre terre ma anche le amministrazioni che fin ora non hanno saputo affrontare adeguatamente le emergenze».

I DUE TOTEM - Da qui la doppia anima dei carri in scena. Uno, il totem positivo, dedicato alle macchine per il compostaggio e agli orti, simboleggerà le aspettative dei cittadini. L'altro, negativo, ricoperto di rifiuti illegali e guidato da un «camorrista», sarà emblema del disastro ambientale prodotto da politiche poco incisive e dal malaffare. «Sul carro», spiega La Magna, «ci sarà un imbuto in cui verranno gettati bidoni di sostanze tossiche» per fortuna in questo caso di sola cartapesta, «e sorpresa dell'edizione, sarà la partecipazione dei bambini rom, che di solito accusati di bruciare l'immondizia, attraverso una singolare performance fermeranno chi cercherà di dare alle fiamme i cassonetti». Una sorta di contrappasso che è soprattutto lotta al pregiudizio.

LABORATORIO PROCIDA - Il Carnevale come festa e occasione di critica sociale in stile Gridas, arriva anche sull'isola di Procida. Grazie all'intraprendenza dell'
associazione Vivara e del progetto «Imprese del Guarracino». Tema della parata, «La terra al di qua del mare». «Il riferimento», raccontano gli organizzatori, «è ai molteplici significati del vivere su un'isola: da un lato ci sono bellezza, ricchezza storico-culturale e natura spesso incontaminata. Dall'altro l'isolamento e la difficoltà di un confronto soddisfacente con le realtà culturali esterne, la diffidenza verso la diversità, l'incapacità di prendersi cura di un territorio unico ma troppo spesso abbandonato». La parata si svolgerà domenica 10 febbraio con partenza da piazza Sant'Antonio e arrivo alla Marina Grande. I carri sono stati realizzati dai ragazzi dell'isola con l'aiuto di mamme, operatori e volontari.


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Appuntamento sull’isola per rendere il sito fruibile al pubblico,
con musica, progetti delle scuole e dolciumi


Procida, manifestazione per “liberare” Vivara

(lumar)
da IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 24 giugno 2012


NAPOLI – Si terrà da stamane, a partire dalle 10:30, una giornata di manifestazione organizzata dal coordinamento Libera Vivara che punta a rendere finalmente fruibile ed accessibile al pubblico la riserva naturale dello Stato, ovvero, l’isolotto davanti alla spiaggia della Chiaiolella che nessun ente istituito (e profumatamente presieduto anche da personaggi che a Procida non ci avevano mai messo piede) né ogni altro impegno istituzionale sono riusciti quantomeno a strappare al degrado. In ultimo, sull’isolotto pare vi si lascino crescere lepri e conigli, cacciagione, insomma, anche se resta impervio ed è rischioso visitarlo pure con autorizzazione. “Dal 2002 Vivara è riserva naturale statale - spiega il coordinamento Libera Vivara – ma è ancora negata al pubblico. Chiediamo energicamente di liberare Vivara, ostaggio di eccessive ed infinite pastoie e lungaggini burocratiche e di aprire finalmente alla comunità questo splendido isolotto noto al mondo”. Hanno aderito i circoli di Legambiente delle isole di Ischia e Capri; l’associazione Lerka Minerka; la delegazione Lipu di Procida e Vivara e l‘associazione Vivara Onlus amici delle piccole isole. Partecipa anche “Il Cerchio della danza” con musica e canti e saranno esposti e premiati i disegni realizzati dai ragazzi delle scuole che hanno partecipato al concorso “Vivara, l’isola che vorrei”.


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Da il Corriere del Mezzogiorno
del 7 maggio 2012

di
Valeria Catalano


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Corriere del Mezzogiorno > napoli > sociale >
«Vivara», alla scoperta dell'ambiente

Valeria Catalano da Il Corriere del Mezzogiorno del 30 Gennaio 2012


IL PROGETTO

«Vivara», alla scoperta dell'ambiente
Conoscere la natura diventa un gioco. Le attività didattiche sono rivolte ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado.
Proposti percorsi anche per adulti


NAPOLI - E se il rispetto dell’ambiente, la sua valorizzazione e conoscenza fossero «un gioco»? È quello che propone
l’Associazione Vivara Onlus che dallo scorso novembre ha attivato un progetto dal titolo «Procida dei giovani – laboratori e attività per minori sull’isola di Procida» promosso e patrocinato dal Csv Napoli (Centro di servizio per il volontariato). Il progetto pilota coinvolge un gruppo di venti adolescenti dell’istituto «Itnc F. Caracciolo» di Procida ma mira ad espandersi sull’intero territorio regionale. L’obiettivo è non solo quello di sensibilizzare i più giovani sul proprio patrimonio naturalistico attraverso il gioco, la manipolazione, l’esperimento ma anche mediante ciò fornire una maggiore consapevolezza di sé e del rapporto con l’altro e la natura. Il programma proposto si rifà infatti alla metodologia della pedagogia attiva che ha come principio guida lo sperimentarsi in prima persona in attività con cui promuovere lo sviluppo globale del sé.

LE PICCOLE ISOLE - L’associazioneVivara Onlus, con sede operativa a Procida, si occupa dal 1997 di tematiche naturalistico-ambientali relative in particolare alle piccole isole del golfo di Napoli: Procida, Vivara e Nisida. Lavora nell’intento di diffondere la conoscenza e promuovere studi e ricerche sul patrimonio delle piccole isole, microcosmi dalle caratteristiche di particolare valore in cui, spesso, si conservano endemismi botanici e zoologici, caratteri storici ed architettonici unici. «Vivara», inoltre, in collaborazione con diverse istituzioni, patrocina progetti di ricerca sulla Riserva dell’isolotto di Vivara e sulle isole campane, in particolare per lo studio della tassonomia, biogeografia ed ecologia dei vertebrati terrestri. Gli studi portati avanti filtrati attraverso strumenti ludici diventano la base di numerosi progetti come Isolelab e Itaca. Le attività didattiche sono rivolte ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e sono suddivise in escursioni, laboratori, campi scuola e centri estivi.

LE ATTIVITA' DIDATTICHE - Trekking sui sentieri delle piccole isole flegree e osservazioni botaniche nella macchia mediterranea; snorkeling; archeologia sperimentale; laboratori di astronomia; sono solo alcuni dei momenti che accompagneranno bambini, ragazzi ed adulti nell’apprendimento. L’associazione dispone inoltre, nella sede di Villa Scotto Pagliara, di un laboratorio di scienze marine e di un acquario didattico mediterraneo allestito in collaborazione con la Stazione Zoologica «Anton Dohrn», di un Centro di documentazione e divulgazione sul patrimonio naturalistico, storico e archeologico della riserva naturale statale di Vivara, di un giardino botanico con alcune specie autoctone della macchia mediterranea e di un piccolo museo naturalistico-archeologico. Per informazioni sui percorsi formativi: associazione@vivara.it



http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/sociale/2012/30-gennaio-2012/
vivara-scoperta-ambiente-1903067953319.shtml



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Paradiso ritrovato L'imprenditore partenopeosi è impegnato a portare a termine le opere nell'oasi naturalistica



Marinella: «Promessa mantenuta
A marzo riapriremo Vivara»

Anna Paola Merone da IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 09 dicembre 2011


Il re delle cravatte presiede il Comitato di tutela dell'isolotto


«L'idea che a breve chiunque potrà godere di questo luogo mi riempie di gioia»



NAPOLI — «L'isolotto di Vivara entro marzo sarà riaperto». Ha mantenuto la promesso Maurizio Marinella, presidente del Comitato di tutela di Vivara. Quando un anno fa la Regione operò poderosi tagli su una serie di voci in bilancio — comprese le spese relative alla più piccola delle isole flegree del Golfo di Napoli — l'imprenditore partenopeo si impegnò a portare a termine le opere per riaprire al pubblico l'oasi naturalistica. «Abbiamo soldi in cassa — disse — e ce la faremo ad andare avanti da soli». Oggi il risultato è praticamente raggiunto, manca solo un passaggio a Roma dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. «Aspettiamo di essere convocati poiché occorre un parere — spiega Marinella — della commissione ministeriale. Poi non ci saranno altri ostacoli. I tempi lunghi sono stati riferiti anche all'attesa del collaudo del ponte che collega l'isolotto a Procida. Un collaudo che spetta alla Regione e per il quale mancavano i fondi. Poi la situazione è stata risolta».
E ora? «Ora siamo davvero pronti» spiega il re delle cravatte, che alla guida della commissione ha preso il posto di Amedeo duca d'Aosta, che lasciò dopo essere stato accusato di aver lavorato poco per la causa di Vivara e che si difese con veemenza affermando che gli intoppi burocratici per risolvere la questione erano davvero troppi. «Saranno i volontari dell
'associazione Viva Vivara a condurre i visitatori alla scoperta di questo pezzetto della Campania che va comunque visitato nel rispetto della sua straordinaria natura» spiega Marinella. Un lembo di terra che ha un perimetro di soli tre chilometri e un'area di quattrocento metri quadrati e che è collegato alla vicina Procida da un ponte che per dieci anni è stato formalmente inagibile. In base al decreto istitutivo del 24 giugno 2002, Vivara è una riserva naturale statale, un bene della collettività dove vanno avanti alcune attività di ricerca e dove, dopo la riapertura, saranno avviati progetti didattici, di educazione ambientale e di divulgazione scientifica. Vivara è una vera e propria oasi, un sogno per gli ambientalisti che più volte hanno auspicato la riapertura del sito a turisti interessati a scoprire un patrimonio naturale immenso. «Al nostro fianco — annuncia Marinella — non a caso ci sarà anche l'Orto botanico di Napoli che ci aiuterà a catalogare le piante e a creare percorsi guidati. Ma siamo già a posto con la cartellonistica, gli itinerari e i camminamenti protetti. Sugli immobili che sono sull'isolotto, poi, metteremo mano prossimamente. Abbiamo intenzione di farne centri di ricerca e, in uno di questi, di creare un punto di ristoro, una bouvette per i turisti. Una cosa posso già dirla: fermarsi sul belvedere e ammirare Procida, Ischia, il mare da questo punto di vista è una emozione straordinaria. E l'idea che fra un po' sarà possibile a chiunque godere di questo spettacolo mozzafiato è una grande soddisfazione per chi ha lavorato a questo progetto da tanto tempo».
L'isolotto è di proprietà privata di un ente morale dal 1940, la «Fondazione Albano Francescano», unaex opera pia. Vivara, da «Vivarium» o dal celtico-sassone «Bivaro» (castoro), fu colonia micenea e riserva borbonica di caccia. Dunque un sito straordinario anche da un punto di vista archeologico ma, per l'inagibilità del ponte di Santa Margherita, anche gli scavi cominciati dal Suor Orsola Benincasa sono rimasti al palo. Una serie di liti, negli anni si sono consumate sullo sfondo di Vivara. Fra queste un contenzioso sulla locazione dell'isola tra la Regione e l'Ente proprietario, che ha paralizzato a lungo anche le attività del comitato di gestione dell'oasi che si è insediato nell'agosto 2003, a distanza di un anno dall'istituzione della riserva naturale.



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IL PROGETTO DELL'ASSOCIAZIONE VIVARA

Procida, con «Isole-Lab»
l'ambiente «s'impara» giocando

Per l'estate 2011 proposte attività scientifiche
e ludiche a bambini dagli 8 ai 12 anni

NAPOLI - L'«Associazione Vivara» che da anni si occupa di tematiche naturalistiche e in particolare dei problemi relativi alle piccole isole e alla salvaguardia del patrimonio, per l'estate 2011 propone il progetto «Isole Lab», un insieme di attività ambientali e ludiche rivolte a bambini d'età compresa tra gli 8 e i 12 anni che si svolgerà nell'isola di Procida nei mesi di luglio e agosto. Esperti educatori, naturalisti e biologi marini guideranno i ragazzi alla scoperta dei tesori dell’isola svelandone le peculiarità naturalistiche, geologiche e storico-culturali. Sono previsti laboratori di biologia marina, di botanica con particolare riferimento alla macchia mediterranea, escursioni via terra e via mare, snorkeling. Spazio è dato anche alle attività più propriamente ludiche, l'associazione Vivara si avvale infatti della collaborazione di educatori CEMEA (Centri di esercitazione ai metodi dell'educazione attiva) che affiancheranno alle tematiche ambientali quelle legate al gioco e al lavoro di gruppo.

L'ISOLOTTO DI VIVARA - Fondata a Napoli nel 1997 l'associazione ha tra le sue attività primarie quella di promuovere la rivalutazione dell’isolotto di «Vivara», ed ha recentemente ottenuto, dopo anni di battaglia, l’autorizzazione ad accompagnare turisti e scolaresche sull’isolotto mettendo a disposizione per l’intero anno scolastico, volontari ed esperti in discipline naturalistiche, ad oggi tuttavia denunciano dall'Associazione «Ancora non abbiamo messo piede sull'isola per tale progetto».


Valeria Catalano - 30 giugno 2011


Corriere Del Mezzogiorno > Napoli > Cultura > Procida, Con «Isole-Lab»L'ambiente «S'impara» Giocando

Pagina 1 di Procida, con «Isole-Lab» l'ambiente «s'impara» giocando - Corriere del Mezzogiorno 2
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2011/30-giugno... 02/07/2011
Pagina 2 di Procida, con «Isole-Lab» l'ambiente «s'impara» giocando - Corriere del Mezzogiorno 2
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2011/30-giugno... 02/07/2011


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 I fondatori di «Vivarium novum», che parlano la lingua di Cicerone,
hanno vissuto per sedici anni in quella che oggi è riserva naturale
Vivara servanda est
Latinisti e scienziati si mobilitano per salvare l'isolotto
Tre giorni di convegni, visite e concerti in mezzo al mare

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO  16 Giugno 2006 PAGINA DELLA CULTURA di NATASCIA FESTA

 
 «
Ceterum censeo Vivaram esse servandam (ritengo, dunque, che Vivara debba essere salvata)». La parafrasi catoniana, che ribalta il destino di Cartagine - Ceterum censeo Carthaginem esse delendam, aveva detto il Censore - è di Luigi Miraglia, il latinista che, tredici anni fa, fondò nell'entroterra irpino un'accademia con il nome di un'isola, Vivarium novum. Da allora, in quell'angolo di Montella, si parla solo in latino e, anche per questo, cinquantadue università di tutto il mondo spediscono nella terra dell'osso i loro studenti – che vi acquisiscono crediti formativi – e studiosi (è appena partito Kurt Smolak, direttore del Corpus scriptorum ecclesiasticorum latinorum e dell'istituto di filologia classica di Vienna).  In Irpinia Miraglia traslocò nel '93 da Vivara, dove aveva vissuto per sedici anni con altri discepoli del cenacolo di Giorgio Punzo. Da quella esperienza è nata anche «Vivara onlus», presieduta dal condiscepolo Roberto Gabriele, che ha organizzato una tre giorni - da oggi a domenica - per riaccendere i riflettori sull’isola: da stamani alle 9, fino alle 19 , all'Istituto per gli studi filosofici di Napoli con geologi, botanici, ­zoologi e politici, tra cui il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio; domani a Procida, con tavola rotonda sulla Questione Vivara a Villa Pagliara, e domenica, con partenza alle 9.30 molo Beverello su una motonave, circumnavigazione dell'isolotto e visita al Centro di documentazione sulla riserva naturale statale di Vivara sempre a Villa Pagliara, seguito da un concerto in mezzo al mare Pro Vivara (un complesso di archi eseguirà brani di Mozart, Verdi e Bizet, info e prenotazioni 081-290149 o 3477711979). «Le due associazioni - spiega Miraglia - incarnano le due anime, quella scientifica e quella umanistica, alla base della vita comunitaria che abbiamo condotto sull'isolotto dall'ottobre 1977 al giugno del 1993. Doppia anima che era già in Punzo, laureato in Scienze naturali, Filosofia ed era un profondo conoscitore delle lettere classiche che aveva studiato dai Gesuiti. A lui, nel 1973, fu affidato dalla Regione Campania il Centro di educazione naturalistica ed osservazione ornitologica con sede sull'isolotto. Ben presto divenne una scuola unica, in un luogo magico». Per pochi iniziati? «Una quindicina, ma ci sono stati periodi in cui ho abitato anche da solo nella grande casa costruita nel 1681 come rimessa di caccia. Come c'erano, tanto per citare qualche sodale che poi è diventato docente universitario, Mario Milone, Domenico Scaramella, Pellegrino Fimiani, Massimiliano Marazzi, Sebastiano Tusa e Vincenzo La Valva». E il latino? «In questa scuola nacque anche la passione per una lingua latina non archeologica, da utilizzare come chiave di accesso a un patrimonio culturale che non è solo quello dell'antichità ma anche medievale, rinascimentale e la cui vitalità arriva fino all'Ottocento». Poi cosa è successo? «Vivevamo tra notevoli difficoltà, senza finanziamenti pubblici, se non piccolissimi contributi per l'antincendio e la propaganda forestale, finché anche la Regione non riuscì più - o non volle - far fronte all'affitto. E fummo sfrattati dal proprietario, l'ente benefico “Abano Francescano”', ovverosia l'ospedale di Procida. Abbandonammo Vivara anche perché ci aspettavamo grandi sviluppi. Furono annunciati, infatti, progetti faraonici. Ma in tredici anni non è successo nulla, se non la distruzione di quel poco che c'era. La dimora seicentesca è poco più di un rudere, con terrazzi disastrati e porte sfondate. La cappellina è ridotta in macerie ed è stata depredata di tutto, anche delle preziose maioliche. Poi ci sono stati gli imbecilli con velleità sataniche.. E pensare che Punzo aveva venduto la sua casa di Napoli per mantenere l'antico complesso». Oggi chi sono i proprietari? «Gli eredi di Domenico  Scotto Lachianca, il primo proprietario che nel 1939, aveva donato l’isolotto all’ospedale di Procida. A loro il tribunale ha appena riconosciuto il diritto. Ma l”Abano Francescano” ha fatto ricorso e la situazione è ancora sub iudice. Risultato? A Vivara hanno accesso solo vandali, bracconieri e malintenzionati, mentre a studenti, studiosi e procidani non è consentito attraversare il ponte. Il quale, tra l’altro, è di proprietà dell'acquedotto e cade letteralmente a pezzi. A questa incuria ha fatto fronte solo la protezione civile che interviene, però, per poche ore al giorno. Intanto c'è da aggiungere che, nel 2003, fu istituita la Riserva naturale statale di Vivara. Anche allora sperammo. Inutilmente. Poi da quando il duca Amedeo d'Aosta, che ne era il presidente, si è dimesso e al suo posto il ministro ha nominato Maurizio Marinella si sono finalmente smosse le acque intorno all'isolotto. L'imprenditore è riuscito a sbloccare i fondi del ministero, ha fatto sopralluoghi e ha acquistato un natante per la guardia forestale. E nuova attenzione hanno dimostrato anche gli assessori provinciali Francesco Borrelli e Gabriella Cundari. Parteciperanno, infatti, al convegno di oggi». Che non è in latino... «Naturalmente no, ma è il suo senso si può sintetizzare in Vivara: vivae variaeque humanitatis thesaurus.  Del resto Gallio dice che i latini chiamano  vivaria quello che i greci chiamano paradesoi».


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Dopo due anni di ritardi, la convenzione stipulata al Ministero dell'Ambiente.
Verrà ristrutturato il ponte di accesso all'isolotto
"Vivara sarà aperta ai turisti": parola del Duca d'Aosta

articolo di Gianluca Rossellini tratto dal IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 11 novembre 2004



"Vivara potrà essere visitata dai turisti e non rimarrà più isolata dal resto del mondo.
Tutti potranno ammirarne la caratteristica flora e la rara fauna". Ha la voce soddisfatta il Duca Amedeo D'Aosta, presidente della speciale commissione incaricata dal Ministero dell'Ambiente di gestire Vivara.
Dopo due anni di rinvii continui, pochi giorni fa al Ministero ha partecipato alla firma per la stipula della convenzione tra la commissione e i delegati del dicastero per l'affidamento dell'isolotto. Dopo questa firma, l'Ente di gestione potrà agire concretamente e non ci saranno più impedimenti.
"Non voglio rispondere a chi ci ha criticato ingiustamente - ha continuato il Duca -, ma era chiaro che il ritardo era dovuto a problemi di origine burocratica che ora siamo riusciti a risolvere. Ora potremo lavorare e utilizzare i fondi previsti". Fino al 2004, difatti, l'Istituto Albano, ente proprietario dell'isolotto aveva ancora in atto una convenzione con la Regione. Da tempo a Vivara era cessata ogni tipo d'attività, e l'isolotto è diventato irraggiungibile per l'inagibilità del ponte di collegamento con Procida. "Vivara - ha sottolineato ancora il Duca - è rimasta abbandonata e occupata solo abusivamente da cacciatori e turisti speso poco civili. Opereremo con controlli serrati, ed entro tre settimane stileremo lo statuto e una bozza di programma con delle priorità per poi trovare un accordo con l'Albano per il pagamento del fitto e rendere finalmente reali le nostre proposte".
"Un passo importante, - ha commentato anche il giornalista Puccio Corona, delegato del comitato per le associazioni ambientaliste -. Speriamo che dopo questa intesa si possa far rivivere Vivara e farla conoscere al grande pubblico. Pensiamo di creare anche un logo e di incaricare del personale fornito gratuitamente dal Comune e dalla Regione per gestire la sicurezza. Inizieremo le attività delle visite guidate coinvolgendo anche le scuole e le associazioni ambientaliste".
Francesco Rosato, delegato dell'Istituto Albano si è detto soddisfatto e ha auspicato che la Regione restituisca quanto prima l'isolotto, in modo che l'ente di gestione possa operare e si possa raggiungere un accordo con i proprietari. E' ottimista anche Pasquale Giuditta, rappresentante della Regione Campania.
"Al più presto - ha assicurato - inizieranno anche i lavori di ristrutturazione del ponte, manufatto indispensabile per rendere visitabile l'isola. E' fondamentale inoltre che si possano finalmente utilizzare i soldi che saranno messi a disposizione del ministero, circa 468.000 euro, degli anni dal 2001 al 2004 rendendo così più snelli i procedimenti burocratici e direttamente più operativi i progetti".
Roberto Gabriele dell'associazione "Vivara onlus" è felice per l'accordo, ma spera che questo si concretizzi con delle azioni positive. "Vista la nostra esperienza sul campo speriamo di poter dare una mano. La nostra associazione, si occupa da anni di tematiche naturalistiche e riteniamo alcuni obiettivi indispensabili: valorizzare l'isolotto di Vivara, promuovere e coordinare studi e ricerche in campo naturalistico, favorire gli scambi culturali e l'afflusso ecosostenibile dei giovani studiosi di tutt'Europa, promuovere una corretta didattica ambientale sviluppare un turismo ambientale e culturale compatibile con le esigenze di tutela del territorio. Inoltre, recentemente abbiamo istituito la sede per Centro studi di documentazione ambientale che pensiamo possa essere utile per un corretto studio del territorio."



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IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO – 21 agosto 2004 di Gianluca Rossellini


PROCIDA – Centocinquantamila euro sono stati già stanziati, ma non si potranno utilizzare per rilanciare Vivara. Si tratta del budget messo a disposizione dal ministero dell’Ambiente per l’isolotto: riserva naturale dal 2002. La cifra è rimasta congelata perché ancora non è stato raggiunto l’accordo tra lo stesso Ministero, che dovrà gestire l’isolotto, e la proprietà: l’Istituto Albano Francescano. In quest’ultimo anno, poi, è rimasta ferma pure la speciale commissione per la tutela di Vivara , presieduta dal Duca Amedeo d’Aosta, riunitasi solo una volta.
E’ questo l’ultimo paradosso per un vero e proprio angolo di paradiso, che si trova a soli 100 metri da Procida. Un’oasi ormai abbandonata a se stessa e non raggiungibile, se non abusivamente, da turisti e cacciatori. Dall’istituzione della commissione per Vivara sono passati quasi due anni e ancora non è stato realizzato nulla. Il comitato non si riunisce da parecchi mesi e i componenti attaccano, come detto, il presidente, il duca Amedeo d’Aosta, accusandolo d’inerzia. “La responsabilità è del duca – afferma un dei componenti del comitato, Puccio Corona, giornalista ed esperto d’ambiente - è l’unico, ad avere il potere di convocare l’assemblea per avviare i lavori”. Anche Pasquale Giuditta, rappresentante della Regione, fa intendere che se non ci sarà una svolta e s’inizierà subito una seria programmazione, si dimetterà.
“Questi ritardi mi infastidiscono - dichiara Giuditta - La Regione ha già fatto tutto il possibile. Ci stiamo occupando della ristrutturazione del ponte di collegamento, pericolante dal 1999. Abbiamo trovato un accordo con i dirigenti dell’acquedotto campano che costruì l’opera nel 1957, ed entro settembre dovrebbero iniziare i lavori”.
Vivara resta, però, ancora chiusa al pubblico. L’accesso è vietato per motivi di sicurezza. I turisti però entrano lo stesso, sfidando il ponte pericolante che collega l’oasi protetta a Procida, e la stessa vigilanza saltuaria: passando attraverso un buco della recinzione. Ma quello che si trovano davanti, a dire la verità, vale come mille tesori. Sul suolo di Vivara sono presenti infatti resti micenei e reperti archeologici di grande valore. In passato la Regione Campania aveva assegnato ad un’associazione naturalistica, l’ “Unione Trifoglio”, il compito di operare visite guidate sull’isola con intenti educativi. Ma da qualche anno sono presenti solo i volontari della protezione civile che effettuano pattugliamenti antincendio: insufficienti pure per garantire la sicurezza.
Roberto Gabriele, presidente dell’associazione “Vivara” lancia un allarme sulla mancanza di controlli. L’ambientalista chiede che i componenti dell’associazione possano recarsi sull’isola per ricominciare a svolgere, attraverso la creazione di percorsi, un’attività di regolazione turistica, evitando che una riserva così bella resti isolata dal resto del mondo come un veliero in una teca di vetro.
 
LA DIFESA

IL DUCA: “NON E’ VERO CHE MANCO DA OLTRE UN ANNO”
 
PROCIDA: Il Duca Amedeo d’Aosta, discendente di Casa Savoia, è sempre stato innamorato della natura. In passato ha creato una fondazione internazionale: “Pro Herbario Mediterraneo”, che ha sede a Palermo e si occupa di preservare le piante più rare del Mediterraneo. Il Ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, conoscendo questa sua passione, ha pensato a lui per la presidenza del Comitato che si occupa di Vivara.
 
- Duca, molti procidani e alcuni componenti dello stesso comitato l’accusano di non interessarsi alle sorti dell’isolotto e di non recarsi mai sul posto?
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“ Non è assolutamente vero. Sono andato a Vivara una decina di volte. Tra una settimana, sarò di nuovo sull’isola per cercare di velocizzare i tempi e incontrare le Autorità”.
- Perché i lavori della commissione procedono a rilento?
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“Spero che l’Istituto Albano, proprietario di Vivara e il Ministero dell’Ambiente trovino presto un accordo per il contratto di fitto in modo da poter utilizzare i soldi stanziati, ma ci attiveremo per trovare anche altre forme di finanziamenti. C’è però ancora una discussione in corso sulla proprietà dell’isolotto, poiché anche altri soggetti la rivendicano. Risolti questi problemi di carattere burocratico, rilanceremo le attività sull’isola”
- Molti turisti e cacciatori entrano lo stesso a Vivara abusivamente da un’apertura nascosta. Come lo si può evitare?
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“Si dovrebbe vigilare con più incisività. Questo compito spetterebbe ancora alla Regione che ufficialmente non ha ancora disdetto il contratto di fitto. Ma questo tipo di episodi sono purtroppo ricorrenti in tutti i parchi e riserve naturali”
- Che idee avete per Vivara?
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Il nostro Progetto è molto ambizioso. Bisogna far conoscere Vivara ai turisti attraverso visite guidate, facendo pagare un biglietto. Ma c’è anche da sviluppare l’aspetto archeologico. Sull’isola esistono importanti resti micenei ed edifici di valore artistico come l’antico casolare borbonico, che ora devono essere restaurati. Vogliamo creare lì un osservatorio, con una biblioteca e un paio di camere per tutti gli studiosi e i turisti che vorranno esaminare la rarissima fauna e la bellissima flora presente sull’isola”


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A Forio d'Ischia ci sarà la candidata al Nobel Marcia Theophilo, dal Brasile;
a Bacoli Franco Capasso e Alessandro Carandente


Reading sulla spiaggia: la poesia accende le isole


articolo tratto dal Corriere del Mezzogiorno del 13 Giugno 2004 di Rossella Burattino


Al crepuscolo. Nel magico momento del solstizio d'estate, il mare e il tramonto saranno lo scenario della manifestazione "Le isole si accendono", organizzata dall'associazione "Vivara Onlus" e il movimento "Scavare il futuro". Il prossimo 21 giugno le associazioni di otto isole, tra le più piccole del Mediterraneo, accenderanno contemporaneamente alle 21 un fuoco. Dopo una distribuzione quasi misterica di pane, sale e vino, poeti e scrittori leggeranno delle poesie.
"Le piccole isole si accendono con il fuoco della parola - spiega Mimmo Grasso, poeta e rappresentante di "Scavare il futuro" -. La nostra iniziativa darà vita ad un momento di vera e intensa comunicazione tra le persone. La natura sarà l'unico mezzo di cui ci serviremo. Dimenticheremo per un attimo la tecnologia che invade la nostra vita". Chi vorrà, dopo la lettura organizzata, potrà leggere i propri versi in modo estemporaneo, far ascoltare la propria musica o partecipare a esercizi di respirazione per sentire il mare dentro di sé. "Vogliamo dare un momento di attenzione all'isola dell'autocoscienza, in un momento in cui la comunicazione tende sempre più a far dimenticare l'ascolto della propria interiorità e del proprio essere in relazione con la società", ha aggiunto Grasso.
"La notte del solstizio uniremo dei luoghi isolati, fuori dal mondo con la cultura, la letteratura e la musica, dichiara
Vito Cuppone, rappresentante di "Vivara Onlus". In Campania aderiscono alla manifestazione Procida, l'Isolotto di San Martino, Pozzuoli e Forio d'Ischia, perchè per "isola" si intende anche piccole località, isole pedonali. In Italia partecipano anche l'isola di San Pietro in Sardegna, l'isola di Stromboli, Castelvetrano e Marettimo in Sicilia.
Saranno lette le opere di cinquanta poeti a partire da premi nobel come Derek Walcott, Wislawa Szymborska, Seamus Heaney. Fra gli italiani, sono stati scelti i versi di Nanni Balestrini, Valerio Magrelli, Giovanni Raboni, Vincenzo Consolo, Andrea Zanzotto.
Questo il programma campano nel dettaglio: a Forio ci saranno Anna Matos e la candidata di quest'anno al Nobel per la letteratura Marcia Theophilo, dal Brasile. A Bacoli, Franco Capasso, Pasquale Della Ragione, Giambattista Nazzaro, Alessandro Carandente, Marisa Ruggiero, Maria Arfè. All'isolotto di San Martino Mimmo Grasso, Ariele D'Ambrosio e Antonio Vitolo, Cinzia Caputo e Antonio Barbati. A Procida Romolo Runcini, Eugenio Lucrezi e Costanzo Ioni. Parteciperanno anche molti giovani alla prima esperienza di lettura e un gruppo di donne ex detenute del carcere femminile di Pozzuoli, guidate dalla professoressa Anna Del Pezzo, perchè anche gli istituti di correzione sono intesi come delle isole, lontane dal mondo reale.



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Domenica si potranno ammirare porto Paone e le cinque grotte scavate nel tufo, con stucchi romani
Nisida, un giorno per scoprire l’isola che non c’è
Visita guidata nei luoghi che ospitano il penitenziario e che normalmente non sono accessibili
 
Da IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 10 gennaio 2003 di Olimpia Rescigno
 

 «Nisida è un'isola e nessuno lo sa...» cantava qualche tempo fa Edoardo Bennato. E Nisida è davvero un patrimonio quasi dimenticato. Proprio per riscoprire questa piccola perla del mare nostrum, l'associazione Vivara, nell'ambito del programma Itaca, ha organizzato per questa domenica un'escursione sull'isolotto posto di fronte alla collina di Posillipo. «Vivara» nasce con l'intento di promuovere le isole italiane attraverso un tipo di turismo che sia in grado di andare al di là della stagione balneare. Da qui l'idea del programma Itaca, che rievoca, nel nome della patria di Ulisse, l'amore per gli aspetti meno noti e più affascinanti di luoghi pieni di storia e cultura.
La visita alla «piccola isola» (questo il significa­to di Nesis, nome di Nisida nell'antico greco) rappresenta un appuntamento importante, se si con­sidera che questo suggestivo «scoglio di tufo» è un luogo interdetto, a causa della presenza del carcere minorile. L'escursione partirà alle 10.30 di domenica mattina, al cancello d'ingresso al ponte che unisce Nisida alla terraferma. A fare da guida, sarà un'educatrice dell'istituto minorile. Si potranno visitare alcune strutture del carcere, per poi proseguire il giro dell'isolotto ed ammirare porto Paone e le bellezze naturalistiche di questo luogo che è una parte integrante della zona flegrea: dalla sua posizione, l'isola guarda al Golfo di Napoli ed a quello di Pozzuoli e la sua configurazione circolare mostra indubbiamente che si tratta di un vulcano spento, il cui cratere, rotto a sud-ovest forma una piccola baia in cui sorge il porto.
L'epoca romana rappresenta il periodo d'oro di Nisida: qui soggiornavano per il loro otium Lucullo (che qui possedeva una celebre villa), Cassio, Bruto e Cicerone. Sede nel Medioevo del monastero di Sant'Angelo, ebbe poi vari proprietari, dai Carafa ai Piccolimini, rimanendo sempre luogo di divertimento. Furono in seguito i Borbone a rafforzare il porticciolo e a trasformare in carcere il castello seicentesco.
In questo luogo divenuto tristemente famoso, furono rinchiusi Luigi Settembrini, Luigi Spaventa e Carlo Poerio. Negli anni Nisida è stata anche un lazzaretto, poi sede dell'Accademia Aeronautica, deposito munizioni Nato ed infine istituto di rieducazione per minori. Oggi è quasi un'isola che non c'è, legata, nell’immaginario collettivo, all'uso militare e penitenziario che se ne è fatto negli ultimi secoli. Non rimangono molte tracce visibili del suo glorioso passato, molto probabilmente nascoste sotto la struttura del carcere. Restano dei luoghi interessanti, come le cinque grotte-ninfeo scavate nel tufo, alcune delle quali adorne di stucchi databili nella seconda metà del I secolo d.C. E resta ov­viamente il fascino di un luogo indiscutibilmente straordinario. «Non cercate lontano quello che avete a portata di mano», come canta Bennato.

Per informazioni e prenotazione: 328/462…. E-mail: itaca@vivara.it


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