Vivara


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Coste e Fondali

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I fondali intorno all’isola di Vivara hanno un andamento batimetrico molto vario: il fondale tra Vivara e Procida, cioè il fondo dell’antico edificio vulcanico, decresce lentamente da 2 a 15 metri, per poi risalire nei pressi della costa procidana. Il fondale esterno all’isola, cioè nella parte che guarda verso Ischia, presenta modeste profondità, 20-30 metri, interrotte da secche e scogli affioranti (le Formiche di Vivara). Procedendo, invece, dalla punta Mezzogiorno verso sud, le profondità crescono notevolmente, fino a un salto che giunge ai 54 metri, e verso sud-est fino a 80-90 metri; il versante nord presenta invece di nuovo profondità modeste, anche per l’adiacenza dei fondali sabbiosi bassi del vasto arenile del “Ciracciello” di Procida, andando da 5 a 20 metri. Il fondale sotto il ponte si presenta roccioso, in alcuni punti emergente o con profondità modeste (1 metro), tanto che alcuni dei piloni di sostegno poggiano direttamente sulla roccia emergente. Spostandosi a nord o a sud del ponte si scende rapidamente sui 4-5 metri. La conformazione di questa zona è importante per le correnti, sempre forti, che vi si formano a causa della strettoia e della bassa profondità che dividono i due bacini nord e sud.

Interessante la secca delle Formiche di Vivara, che sorge a circa 800 metri dalla costa occidentale di Vivara, a metà strada circa tra questa e Ischia. Le Formiche di Vivara costituiscono in effetti le cime di una secca, che si eleva da 20-25 metri fino ai 4-5 metri; i suoi pendii hanno andamento batimetrico diverso: il lato orientale (verso Vivara), presenta profondità modeste (12-16 metri), mentre il lato occidentale (verso Ischia), scende a profondità maggiori (20-30 metri).



la secca delle formiche


Nelle acque circostanti l’isola, sono molto diffuse le praterie sottomarine di Posidònia oceànica, Zostera nana e Cymodocea nodòsa, che bordano quasi l’intero perimetro di Vivara, esclusa la parte Nord, rivolta verso la spiaggia della Chiaiolella, che, come abbiamo detto, presenta fondali sabbiosi. La Posidonia attecchisce meglio su fondali detritici, più o meno grossolani, mentre gli altri generi preferiscono fondali detritici a granulometria più ridotta.
Queste specie non sono alghe, ma fanerogame (cioè piante superiori), col corpo differenziato in radici, fusto, che prende il nome di rizoma, e foglie, e si riproducono per fiori e frutti. Le praterie sottomarine di Posidonia, Zostera e Cymodocea, sono tra gli ambienti marini più popolati faunisticamente, in quanto consentono di trovare alimento e protezione a una gran varietà di organismi viventi: sono però poche le specie «esclusive» di questo ambiente, in quanto la maggior parte di esse è comune ad altri tipi di fondale.

A Vivara l'andamento batimetrico delle praterie di posidonia si presenta differente, secondo i versanti dell'isola: infatti, mentre lungo la costa orientale (quella rivolta versa Procida), le incontriamo a partire dai 3-4 metri, lungo la costa occidentale (quella rivolta verso Ischia) le praterie s’iniziano a 15-20 metri, precedute da una fascia rocciosa e detritica; e infine a sud, si possono incontrare le praterie sommerse più al largo, a una profondità di 20-25 metri.
La fascia marina circostante l’isola di Vivara presenta quindi un certo interesse ambientale e paesaggistico, soprattutto la parte occidentale, tale da essere stata inserita, a seguito di studi della Stazione Zoologica di Napoli “A. Dohrn”, nella Riserva marina “Regno di Nettuno”. Per costruire le “mappe biologiche”, allorquando è richiesto uno studio informativo sull’ambiente marino, si fa riferimento al substrato e ai suoi popolamenti animali e vegetali, ovvero al comparto marino bentonico. Ciò avviene per le valutazioni d’impatto ambientale o, come nel caso di Vivara, per selezionare zone da adibire a riserva.




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