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Antonio Vitolo

Rubriche > Isole e Poesia

L' ISOLA DELL'ANGELO


Non lasciate di fretta terra ferma.
Salutate le forme
tenendo a mente il prima e il dietro.
Poi la soglia assaggiate
del guscio che vi porta,
sia gozzo o vaporetto,
mai aliscafo, né catamarano.
Abbracciate la prua,
senza ebbrezza dei solchi,
annusate la poppa ad occhi chiusi:
trasuda la goccia del ricordo,
l'aggrappamento.

La durata dell'iter non conta.
E' un attributo dello spazio,
scandisce la tenuta dell'attesa.
All'approdo pregate
per grazia ricevuta.

Digerite le scorie
-mefiti in primo mare-
poi puntate a quel vecchio caffè,
con un mazzo sciupato di carte
sonnecchianti sul banco.
Il tiro regolate sulle rughe
riarse di sole senza sosta
in fronte ai saggi giocatori di scopone.

Ora osate baciare con lo sguardo
il rosa, l'ocra delle case,
risalire dal porto per la china,
donare ai piedi l'orma
dell'aspro basolato.

Giunti in cima al Carbogno*
salvate il bambino che verrà.

E' l'angelo dell'isola:
una sola lo sa

* * *

*Carbogno: alto sito da dove venivano buttati in mare i neonati deformi.

Antonio Vitolo


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